NOVARA La risicoltura è in pericolo. A lanciare l’allarme a LaPresse è Giovanni Chiò, risicoltore e presidente di Confagricoltura Novara.
“La siccità ha messo in ginocchio interi territori. La mancanza di piogge, le nevi scarse e la situazione dei bacini idrici del Lago Maggiore hanno reso i terreni aridi. È in pericolo la risicoltura che sta subendo una riduzione importante, difficile da quantificare”, spiega Chioà. “Possiamo stimarla intorno ai diecimila ettari in meno. Sono cifre importanti e che sono in costante crescita con una prospettiva decisamente peggiorativa”. Crisi che purtroppo non riguarda solo il riso ma anche altri cereali, come soia e mais. Dei 217mila ettari coltivati a riso in Italia, il 90% è concentrato al Nord, fra Lombardia e Piemonte e circa 120mila ettari sono in pericolo. “Le acque del Lago Maggiore sono 26 centimetri sotto lo zero idrometrico mentre la portata è decisamente sotto il flusso vitale”, ha concluso.
Intanto dopo tre anni di stop dovuto alla pandemia, da oggi venerdì 24 a domenica 26 febbraio apriranno i battenti dell’edizione 44 di Fiera in Campo, la più importante rassegna europea dedicata al riso, organizzata dai giovani di Confagricoltura Vercelli, a Caresanablot. Al centro della kermesse i mutamenti climatici, le sfide per i produttori risicoli e l’innovazione. Il presidente dell’Ente Risi, Paolo Carrà, aprirà i lavori facendo il punto sulle criticità del comparto risicolo, dalla siccità alle importazioni massicce da Cambogia e Myanmar (Birmania), al convegno ”Riso italiano tra siccità e importazioni”. A seguire, la tavola rotonda con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio, l’onorevole Fabrizio Comba, l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Marco Protopapa e il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.


















