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Incredibile: scontro tra risicoltori di Pavia e Novara per contendersi la (poca) acqua

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PAVIA NOVARA   E’ scontro per la gestione della poca acqua disponibile per le risaie tra i risicoltori del Novarese e quelli della vicina Lomellina in provincia di Pavia. I coltivatori novaresi, infatti dicono un deciso no alla turnazione dell’acqua richiesta dai colleghi della provincia confinante, che hanno proposto di “turnare la chiusura delle bocche di irrigazione del territorio novarese per andare ad incrementare la disponibilita’ delle zone irrigue della Lomellina”.

Il presidente di Confagricoltura Novara, Giovanni Chio’, ha scritto al consorzio di Irrigazione Est Sesia, che gestisce la rete dei canali in questa zona per opporsi a questa ipotesi. “Chiediamo con determinazione e urgenza la ricerca di soluzioni diverse”, scrive Chio’ nella lettera. “Con disponibilita’ del 15-20% di acqua – aggiunge il presidente di Confagricoltura – il Novarese ad oggi ha rispettato la rotazione con colture meno esigenti dal punto di vista idrico, la sommersione turnata delle risaie a semina interrata, l’intervento nelle camere di risaia con acqua di sommersione per tutte le fasi del ciclo colturale e i coordinamenti allineati tra utenti agricoltori. La chiusura totale arrecherebbe ulteriori gravissimi danni alla produzione interrompendo la disponibilita’ di acqua nel delicatissimo periodo di fioritura e botticella”.

 

La l’emergenza siccita’ non colpisce solamente le risaie. Il caldo torrido delle ultime settimane e le precipitazioni quasi assenti ormai da mesi, hanno fatto scattare l’allarme anche per il comparto zootecnico, che nella zona del Piemonte orientale lavora soprattutto per la produzione di latte al servizio dei caseifici, e che si trova gia’ in difficolta’ per l’aumento dei costi delle materie prime dovuto all’innalzamento dei prezzi per il conflitto Russia-Ucraina. La siccita’ sta creando grandi problemi agli allevamenti. Con il caldo le mucche sudano e bevono il doppio e la scarsita’ d’acqua, ovviamente, incide anche sulla produzione di latte: “Nel periodo estivo – spiega il presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo – c’e’ sempre un calo, ma non di queste dimensioni Siamo di fronte ad una diminuzione del 20, in alcuni casi anche del 30%. Inoltre, nonostante questa forte riduzione, il prezzo del latte rimane pressoche’ invariato, con i costi di gestione e delle materie prime che invece continuano a crescere”. Gli allevatori sono preoccupati anche per i prossimi mesi: “Stiamo cercando di capire cosa daremo da mangiare al bestiame questo inverno -aggiunge Baudo – perche’ assistiamo ad una grande diminuzione della produzione di foraggi: il primo raccolto ha visto un calo di circa il 50%, e le grandi distese di prati bruciati possono compromettere la totalita’ del secondo raccolto”. L’aumento delle materie prime, ovviamente, non e’ un punto a favore: “In un’annata in cui l’emergenza siccita’ e’ cosi’ tangibile, la crescita, ad esempio, del costo del gasolio agricolo, utile per le bagnature, mette ancora piu’ in ginocchio il settore”. Gli aiuti stanziati dal governo por l’emergenza siccita’ – in Piemonte arriveranno 7,6 milioni di euro per le opere di massima urgenza, potranno, secondo Coldiretti “dare respiro alle imprese, ma di certo bisogna avviare il procedimento di realizzazione di un piano per i bacini di accumulo, poiche’ solo in questo modo riusciremo a garantirci stabilmente in futuro le riserve idriche necessarie”.

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