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Cascinazza di Robecco e l’invasione.. delle mosche. Ci scrive un residente

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CASCINAZZA DI ROBECCO – La “grande guerra” tra uomini e insetti La frazione di Cascinazza è un meraviglioso piccolo centro abitato, a metà tra Casterno e Abbiategrasso, nel comune di Robecco sul Naviglio. La ridente comunità campestre è assai deliziosa, immersa nelle campagne e tranquilla, tutto molto bello ma sussiste una pecca.
 

Infatti i residenti della zona lamentano la preponderante “invasione” delle mosche, che soprattutto nei caldi mesi estivi prendono possesso al limitare dell’abitato. I cittadini si sono attivati, infatti hanno organizzato per giovedì 24 marzo un incontro con tanto di manifesti, per parlare della suddetta problematica diffusa, costituire un comitato e di conseguenza essere compatti per fermare questa situazione. Dall’incontro inoltre si evince che la causa prima del problema sono i locali allevamenti di bestiame, in particolare un allevamento di pollame locale, sito in zona. I cittadini hanno constatato che l’allevamento, nel periodo più caldo, è foriero della diffusione degli insetti, ma soprattutto negli ultimi anni. Qui ordunque manca un tassello, come ebbe a dire il grande giornalista Indro Montanelli:”Se c’è una caccia alle streghe, vado prima di tutto a sentire le ragioni delle streghe”, è giusto che si sappiano alcune cose, in particolare ai cittadini di Cascinazza. Infatti nessuno si pone un quesito, le mosche che danno fastidio agli abitanti, non danno fastidio forse ai titolari e ai dipendenti della suddetta azienda? Possibile che costoro, nel corso degli anni non abbiamo fatto nulla. La realtà è diversa, infatti un’azienda che lavora con gli animali e con il bestiame, dà per scontato che si radunino e riproducono, per questo si fa il possibile per prevenire la diffusione degli insetti, mantenimento però al contempo il benessere degli animali.

 

Purtroppo questo, negli ultimi anni, non è bastato, in primis a causa di un caldo non da poco e soprattutto perché non basta appoggiarsi sui privati per la disinfezione delle mosche, servirebbe una rete maggiore anche dagli amministratori locali. Inoltre c’è altro punto fondamentale, da pochi sollevato, ma che rimane un cardine della questione. Com’è possibile che questa bella zona residenziale sia stata edificata praticamente a ridosso di questa azienda. Anche qui bisogna analizzare degli aspetti, infatti l’azienda nello specifico, è ubicata nella zona dai primi anni settanta, mentre l’area urbana è degli ultimi venticinque anni. La bella strada con ville e villette, immersa in questa campagna amena, non andava edificata lì, da qui nasce questa coesistenza difficile, non certo voluta dall’azienda. È legittimo che i cittadini si lamentino delle mosche, così come è legittimo che le aziende lavorino producendo reddito che sfama le famiglie, nello specifico un’ azienda agricola produce direttamente i prodotti che consumiamo sulle nostre tavole. Ci siamo resi conto maggiormente ora, con la situazione internazionale critica e il conflitto in corso, cosa significa produrre generi alimentari. Ergo ogni cittadino, nella sua proprietà, gode di diritti ma ha anche dei doveri, l’azienda si impegna nel suo compito di prevenzione e pulizia, ma a ciò deve corrispondere alla comprensione dei residenti, che hanno edificato o hanno comprato casa sorte in una zona su cui non si poteva costruire. Qui lancio il mio consiglio, da cittadino di Cascinazza, le aziende agricole che non sono “nemiche” della nostra frazione, fanno di tutto per impattare il meno possibile sulle problematiche locali e sono sempre disposte ad ascoltare la voce dei residenti onesti. La trasparenza e la comprensione sono  la base per un tavolo comune di dialogo. In egual modo è giusto che i cittadini sappiano che la realtà è più complessa e sfugge dalle responsabilità dei locali, come ho già detto. La pacifica coesistenza è possibile, basta avere la buona volontà da parte di entrambe le parti, di aprire un dialogo.

C. Z.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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