Vittuone, un altro passo avanti per la pubblica illuminazione e la videosorveglianza urbana

Anche i “quadri comando” saranno sostituiti con apparati che permettono la misurazione dei consumi, la telegestione e il telecontrollo

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Dopo tutto il percorso burocratico che ha portato alla scelta del promotore, alla pubblicazione del bando e all’affidamento delle attività realizzative, a metà maggio è stato siglato dalle parti il contratto per la realizzazione dei lavori sulla rete di pubblica illuminazione, sulla videosorveglianza urbana e sugli apparati accessori quali Totem interattivi e pannelli informativi.

Abbiamo dovuto affrontare mille difficoltà, legate al cambio del gestore e ai tanti cavilli che ne derivano e che devono essere risolti nell’attuazione dell’iter, ma manca davvero poco al via!
Qualcuno, parlando delle opere a capitolato, vorrebbe far credere che si tratta di un semplice “relamping”, cioè di una mera sostituzione di lampadine. Non è così! Parliamo di un progetto più complesso e completo, con la sostituzione – come già detto più volte – dei lampioni attuali con corpi illuminanti che ospitano la circuiteria di controllo del lampione, autodiagnosi inclusa e i moduli a LED. Il concetto di “modulo” è fondamentale per comprendere il funzionamento del lampione: la lampada non è più una sola, ma nel corpo illuminante sono ospitati tanti elementi a LED che vengono pilotati in funzione della presenza o assenza di guasti negli altri, per mantenere costante il flusso luminoso. Parallelamente, in caso di guasto, viene inviata automaticamente al centro di controllo la relativa segnalazione di malfunzionamento.

Anche i “quadri comando” (presenti negli armadi da cui partono le linee verso i lampioni) saranno sostituiti con apparati che permettono la misurazione dei consumi, la telegestione e il telecontrollo.
Viene realizzata una piattaforma urbana digitale che può essere connessa a diverse infrastrutture, come una rete di monitoraggio ambientale per la misura della qualità dell’aria e l’allertamento in caso di criticità, e tutti i servizi “smart” che comunicano in un’ottica “IoT” (Internet of Things – Internet delle cose).

In due parole, “Internet of Things” è il mondo di Internet esteso ed applicato ad oggetti fisici di utilizzo quotidiano, come oggetti domestici (ad es.: elettrodomestici), dispositivi medici, dispositivi indossabili, apparecchiature smart, dando luogo alle smart city, cioè qualsiasi sistema di dispositivi connessi a reti wireless, interagendo tra loro.

Ad esempio, un dispositivo smart, applicato alle caldaie presenti nelle nostre scuole, permette sia di ottimizzarne l’efficacia e l’efficienza, sia di controllarne lo stato di funzionamento in tempo reale.
Su questa infrastruttura poggiano, naturalmente, la rete di videosorveglianza urbana, i varchi di controllo accessi, i totem multimediali ed i pannelli informativi.

Non un semplice “relamping”, quindi, ma una trasformazione globale che saremo in grado di apprezzare già prima della fine dei lavori, l’inizio dei quali avverrà entro l’estate. (Comunicato ricevuto)

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