RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Caro Direttore,
Le scrivo con l’amarezza di chi, per una vita intera, ha scelto di pagare il biglietto in un mondo che sembra premiare solo i portoghesi. Mi chiedo se anche Lei abbia mai provato quella strana sensazione di essere superato da chi non ha mosso un dito, assistendo a scene di elogio del nulla in questo nostro Paese provinciale e litigioso.
La dittatura dell’apparenza
In Italia, se non sei nella “cesta giusta”, non c’è merito che tenga. Puoi costruire, inventare, faticare: gli altri distruggeranno o, peggio ancora, ignoreranno. Ho visto persone valutate senza alcuna competenza, osannate come se avessero moltiplicato pani e pesci, mentre chi produce valore reale non riceve nemmeno una menzione, neppure in chiesa.
Il segreto del successo moderno? Pare sia avere buoni megafoni o essere abili nel “leccapiedi”. Se non hai peli sulla lingua, sei fuori dai giochi. Le tue imprese diventano invisibili. È un mondo rovesciato: quando sei malato, sembra che tu debba andare a trovare un sano, mentre altri, per un nonnulla, vengono celebrati come se avessero resuscitato Lazzaro.
Il “Ballo del Controllore” e la linea 90
Ho persino scritto un brano su questo, il “Ballo del controllore”. Rappresenta chi, come me, ha preso il tram una vita intera pagando sempre il dovuto. Non pensavo che l’onestà dovesse diventare un’impresa epica. Ho preso la linea 90 a mezzanotte, in una città che ha perso il senso della misura, dove gli abusivi vengono premiati e gli occupanti pagati e incensati.
Oggi assistiamo a un paradosso grottesco:
Gente che non viene fatta parlare (perché scomoda);
Gente pagata per non parlare (perché conviene);
Gente che non dice nulla, ma quel nulla lo dice così bene da essere ricoperta di incenso.
Un Paese senza merito
In questa eterna lotta tra il dare e il fare, la triste lezione del presente è che spesso non devi fare niente. Basta che “qualche demente” ti riprenda e ti promuova sul campo. Se invece lavori in silenzio, senza padrini, rimani il nulla in questa storia infinita di raccomandazioni e merito zero.
Non conta cosa dici, conta a chi piaci. Ma io credo che sia ancora importante dire la verità, anche a costo di restare a piedi mentre il tram dei furbi prosegue la sua corsa verso il vuoto”.

















