Una panchina rossa al Torno di Castano Primo

Realizzata dalle studentesse

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E’ suonata anche al “Torno” di Castano Primo l’ultima campanella dell’anno. In tarda mattinata tutte le classi dell’Istituto si sono date convegno nell’ampio cortile dell’Istituto per festeggiare i traguardi raggiunti e l’inizio delle sospirate vacanze estive. Mentre ai bordi della pista di atletica studenti e docenti assistevano alle premiazioni delle varie attività sportive svolte durante l’anno scolastico e del concorso letterario “Il mio giardino di immagini”, rivolto alle classi prime e organizzato nel mese di maggio nell’ambito del “Patto per la lettura” con il Comune di Castano, nell’area vicina alle palestre gli studenti che hanno conquistato il terzo posto nazionale alle recentissime Olimpiadi di Primo Soccorso di Pisa (25 maggio u.s.), coadiuvati dalla Croce azzurra di Buscate, mostravano le procedure di Primo intervento.

Ma nel brulicare della scolaresca festante, sui prati e attorno agli stand alimentari allestiti per l’occasione dall’attivissimo Comitato Genitori del “Torno”, non poteva passare inosservata la nuova panchina rossa, simbolo internazionale del rifiuto della violenza sulle donne.

A realizzarla, dipingendo con una speciale vernice una delle sedute in cemento ubicate in diversi punti del giardino, sono state le studentesse delle classi 4A e 4I RIM, a conclusione di un progetto educativo-didattico sui “Diritti delle donne nella Costituzione” che le ha viste impegnate per l’intera durata del secondo quadrimestre, attraverso letture, indagini, visioni di film, conferenze e dibattiti animati e condotti dai Professori Antonio Cipriano, Anna Maria De Carli e Ornella Modolo.

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Ora che gli spazi interni ed esterni dell’Istituto si sono momentaneamente svuotati, la panchina rossa resta e il suo silenzio è un grido: il mio posto è vuoto- sembra suggerire – ma io sono qui per ricordare a tutti voi che il femminicidio e la violenza fisica, psicologica o di qualsiasi altra natura commessa ai danni delle donne non devono più esistere.

Laura Fusaro

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