Tentato omicidio a Rescaldina, due di Magenta e uno di Corbetta assolti. Soddisfazione per l’avvocato Grittini

Nel mese di febbraio del 2022 un uomo venne accoltellato al culmine di una lite per futili motivi. L'unico vero responsabile è stato condannato ad ottobre dello scorso anno dopo il rito abbreviato.

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Tutti assolti per non avere commesso il fatto. Nonostante il Pm Carlo Alberto Lafiandra avesse chiesto pene che andavano dai 4 anni e 8 mesi ai 7 anni per tre uomini accusati di concorso in omicidio avvenuto fuori dalla discoteca Mokha di Rescaldina nel mese di febbraio del 2022. Vittima un ghanese residente a Cerro Maggiore, M.A. di 27 anni, che venne accoltellato all’addome al culmine di una lite per futili motivi. La sentenza di primo grado è stata pronunciata oggi al Tribunale di Busto Arsizio, Giuseppe Fazio presidente. Nell’immediatezza del fatto venne arrestato un uomo di origini dominicane sulla cui colpevolezza vennero avanzati, fin dall’inizio, forti dubbi. Le indagini continuarono fino agli arresti dei presunti responsabili di quel delitto.

Quattro persone in tutto, G.S, 24 anni di Corbetta, il fratello V.S. di Corbetta, e due persone di origine kosovara, A.D. 35 anni e E.S. di 24 anni, entrambi residenti a Magenta. Nel mese di ottobre dello scorso anno il corbettese G.S. di 24 anni era stato condannato, con il rito abbreviato, alla pena di 6 anni di reclusione dal Gup presso il Tribunale di Busto Arsizio. A questo punto, dopo la sentenza di oggi, è lui l’unico responsabile di quel delitto perché anche la posizione dell’uomo di origini dominicane, incarcerato ingiustamente, sarà destinata a cambiare. Due dei tre uomini assolti ieri, V.S. e A.D. sono difesi dall’avvocato Roberto Grittini, mentre E.S, è stato difeso dall’avvocato Guido Ranzani. La sentenza ha accolto la tesi difensiva che vedeva gli imputati nel ruolo di pacieri e non di aggressori in concorso con l’autore materiale dell’accoltellamento.

«E’ una sentenza che mi soddisfa in pieno – ha commentato l’avvocato Grittini – Durante la mia arringa penso di avere toccato un punto dolente parlando dei giovani. Ho detto alla corte che se fossero usciti dalla camera di consiglio con una sentenza di condanna io questa sera sarei andato a casa da mio figlio e gli avrei detto di non intervenire mai, per nessun motivo, qualora dovesse imbattersi in due o più persone che litigano e gli saltasse in mente di dividerli. Gli consiglierei di fare spallucce e di andarsene».

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