Spaccio (anche) nel bosco milanese di Rogoredo: condanne fino a 10 anni

Un lavoro investigativo sfociato nell'inchiesta della Squadra mobile milanese coordinata dai pm Francesca Crupi e Stefano Ammendola, quando erano state eseguite 11 misure cautelari emesse dal gip Daniela Cardamone.

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Sette condanne a pene comprese tra i 4 anni e 2 mesi e i 9 anni e 10 mesi di reclusione. Si è chiuso così con rito abbreviato, davanti al gup di Milano Ileana Ramundo, il processo con al centro una presunta associazione per delinquere, composta da cittadini albanesi e marocchini, che a partire da una base logistica in viale Umbria, nel capoluogo lombardo, avrebbe gestito un traffico di droga e in particolare di eroina, poi venduta anche nel cosiddetto “boschetto della droga” di Rogoredo, periferia sud della città.

Quasi un anno fa, nell’inchiesta della Squadra mobile milanese coordinata dai pm Francesca Crupi e Stefano Ammendola, erano state eseguite 11 misure cautelari emesse dal gip Daniela Cardamone. Stando alle indagini, un gruppo composto da albanesi si sarebbe occupato di approvvigionamento, anche dalla Spagna, e logistica della droga, preparando le dosi in un appartamento in viale Umbria, dove nel corso delle indagini furono sequestrati 20 kg di eroina. L’altro gruppo avrebbe, invece, venduto la droga nel “boschetto” di Rogoredo. Altre 13 persone sono a processo con rito ordinario, mentre il presunto capo dell’organizzazione risulta latitante.

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