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Sanremo, polemica sulle donne in gara. Si parla anche di Abbiategrasso e della (splendida) voce di Marta Del Grandi e il suo “Dream Life”

Nel batti e ribatti con Carlo Conti si parla anche dell'artista 'made in Bià'

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La polemica sulla presenza femminile al Festival di Sanremo si accende e finisce al centro del dibattito pubblico. Durante la conferenza stampa, il direttore artistico Carlo Conti è stato incalzato dalla giornalista Maria Elena Barnabi, che ha contestato la scarsa rappresentanza di cantanti donne in gara: “Sono solo un terzo”, ha sottolineato, chiedendo spiegazioni sulle scelte effettuate.

Ne è nato un botta e risposta acceso, in cui Conti ha ribadito di aver selezionato esclusivamente sulla base delle canzoni presentate, senza distinzione di genere: “Io scelgo i brani, non gli artisti”, ha spiegato, ammettendo però che ogni selezione può comportare anche degli errori. La discussione si è poi spostata su un piano più personale, quando il conduttore, visibilmente emozionato, ha ricordato di essere stato cresciuto dalla madre: “Figuriamoci se non ho rispetto per le donne”.

Una polemica che riporta al centro un tema ricorrente: quello dello spazio e della visibilità delle artiste nel panorama musicale italiano, soprattutto nei contesti più mainstream come il palco dell’Ariston.

E proprio mentre si discute di “quote” e rappresentanza, c’è chi, lontano dai riflettori sanremesi, sta costruendo un percorso artistico solido e riconosciuto anche a livello internazionale. È il caso di Marta Del Grandi, cantautrice originaria di Abbiategrasso, oggi tra le voci più interessanti e originali della scena europea. Il suo nome è infatti stato tra quelli citati dalla giornalista nel botta e risposta col conduttore (che in realtà ha parlato della sola Emma come voce femminile il cui pezzo non è stato inserito nella kermesse).

Il suo ultimo lavoro, “Dream Life”, uscito a fine gennaio, rappresenta un ulteriore passo avanti in un percorso artistico già maturo. Pubblicato dall’etichetta britannica Fire Records, il disco arriva a quasi tre anni di distanza da Selva e segna una nuova fase nella scrittura della musicista lombarda.

Nonostante il titolo possa evocare atmosfere leggere o oniriche, “Dream Life” è tutt’altro che evasione: è un viaggio dentro un presente instabile, fatto di tensioni, memoria e identità. Il sogno, più che rifugio, diventa uno spazio ambiguo dove reale e immaginario si intrecciano continuamente, restituendo quella sensazione di incertezza che caratterizza il nostro tempo.

Dal punto di vista musicale, l’album si muove tra folk, art rock ed elettronica raffinata, con richiami a figure come David Byrne o Laurie Anderson, ma mantenendo una cifra stilistica profondamente personale. Brani come Antarctica o la title track Dream Life mostrano una scrittura stratificata, capace di nascondere riflessioni profonde dietro melodie apparentemente accessibili.

Al centro resta sempre la voce: uno strumento che Marta Del Grandi utilizza con grande consapevolezza, forte anche di una formazione accademica, e che diventa il filo conduttore di un lavoro costruito con cura quasi artigianale, tra Belgio e Italia.

In un momento in cui si discute di spazi e opportunità per le artiste, il percorso della cantautrice di Abbiategrasso dimostra come esista una scena femminile viva, innovativa e capace di affermarsi anche fuori dai circuiti più tradizionali.

Forse lontana dai riflettori di Sanremo, ma sempre più centrale nel raccontare – con autenticità – il presente della musica contemporanea.

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