S.Gerardo Monza, ancora ricoverati casi gravi botti Capodanno

Sono tre le persone rimaste ferite

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Nella notte di Capodanno, tra il 31 dicembre 2025 e il 1 gennaio 2026, la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori a Monza ha affrontato un’intensa attivita’
di emergenza legata a gravi traumi da scoppio di petardi e
all’uso improprio di pistole a salve (“scacciacani”).

Tra le 22.30 e le 10.30 della mattina successiva, sono stati presi in
carico cinque pazienti, tre dei quali con lesioni
particolarmente gravi a mani, volto e occhi. Il caso piu’
complesso ha riguardato un giovane di 21 anni, trasferito dal
territorio bergamasco tramite il servizio Areu, con gravi
lesioni bilaterali alle mani e al volto, incluso il
coinvolgimento orbito-oculare.

Il paziente e’ stato sottoposto a un intervento chirurgico multidisciplinare di elevata
complessita’, che ha coinvolto chirurghi maxillo-facciali,
oftalmologi e ortopedici, comprendendo procedure di
rivascolarizzazione, stabilizzazione ossea, trattamento di
fratture e rimozione di corpi estranei.

Nello stesso arco temporale sono giuntiin Pronto Soccorso anche due minori: un ragazzo di 15 anni conun gravissimo trauma da scoppio alla mano destra, ustioni di
secondo e terzo grado e amputazione di quattro dita, e un
diciassettenne con ustioni profonde, fratture esposte multiple
alla mano destra e una lacerazione corneale all’occhio sinistro.
Entrambi sono stati sottoposti a interventi chirurgici urgenti.


Tutti e tre i pazienti sono ancora ricoverati al San Gerardo.

Si sono inoltre presentati altri due giovani adulti con lesioni
alla mano causate dall’uso di pistole “scacciacani”: un uomo di
30 anni con lesione nervosa, per il quale e’ stato programmato
un intervento differibile, e un ragazzo di 18 anni, trattato e
suturato direttamente in Pronto Soccorso.

Parallelamente, a causa dell’elevato numero di emergenze e
l’elevata pressione assistenziale, un sesto paziente – un minore
di 13 anni con grave trauma da scoppio alla mano destra – e’
stato dirottato dal servizio Areu verso un altro centro di
riferimento.

Si e’ reso necessario infatti il coinvolgimento di
una struttura extra-regionale pubblica: l’Azienda
Ospedaliero-Universitaria Integrata di Verona, dove il reparto
di Chirurgia della Mano e Microchirurgia ha preso in carico
l’ulteriore caso pediatrico di estrema gravita’. Nonostante la
complessita’ e il numero degli interventi, le emergenze sono
state gestite senza interrompere le normali attivita’ di reparto
e di consulenza.

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