MILANO Tre anni e mezzo e quattro anni e mezzo di carcere sono le pene inflitte ieri dalla Corte d’Assise di Milano a 2 dei 19 maggiorenni arrestati un anno fa per la maxi rissa in un parco a Pessano con Bornago, nel Milanese, che il 29 settembre 2021 era finita con l’omicidio a coltellate del 22enne Simone Stucchi.
I giudici milanesi, assolvendo i due giovani dalle accuse di omicidio e lesioni, hanno accolto solo in parte la ricostruzione del pm Antonio Cristillo che aveva chiesto di condannare uno a 7 anni e 2 mesi e 8 mila euro di multa e l’altro a 7 anni di reclusione. Entrambi gli imputati sono, stati ritenuti colpevoli solo del reato di rissa e uno, quello con la condanna più alta, anche di spaccio di droga sebbene in modica quantità. La sentenza, le cui motivazioni saranno depositate in 90 giorni, sarebbe invece in linea con le tesi difensive della mancanza di “indizi chiari, precisi e concordanti” in particolare per quanto riguarda l’accoltellamento di Stucchi. Per la vicenda, il Tribunale per i Minorenni, lo scorso marzo, ha condannato a 8 anni e 8 mesi e 7 anni e 8 mesi i due che avevano colpito a morte da un fendente e poi aggredito a calci Simone Stucchi, quando ormai era già a terra, inerme. In più, oltre a coloro che hanno superato la messa alla prova, ad altri sette maggiorenni, processati con rito abbreviato, sono state inflitte pene comprese tra i 2 anni e 3 mesi e i 7 anni di reclusione: il concorso nell’omicidio è stato riconosciuto solo a quattro ragazzi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti e degli investigatori la rissa, poi finita con la morte del 22enne, tra i due gruppi contrapposti, uno di Pessano con Bornago e l’altro di Vimercate, nel Milanese, era nata da un debito di droga.

















