HomeCronacaMalpensa Berlusconi: finalmente l'intitolazione ad un uomo che ci ha fatto decollare...

Malpensa Berlusconi: finalmente l’intitolazione ad un uomo che ci ha fatto decollare davvero

Hanno intitolato Malpensa a Silvio Berlusconi. Apriti cielo. Sarebbe stato più logico intitolargli San Siro, a dire il vero. Ma lì ormai il posto era occupato dall’indimenticato Pep Meazza, il balilla nerazzurro. Così hanno scelto un aeroporto. Che poi è poetico: l’uomo che ci ha insegnato a volare con la fantasia, ora ci fa decollare davvero.

Berlusconi ha avuto un difetto imperdonabile per questo paese: ha avuto successo. Tanto. Troppo. In troppi campi.

Ha liberato l’Italia da un sistema TV da paese sovietico. Due canali in bianco e nero, con l’annunciatrice buona e il dirigente di partito che decideva cosa dovevi guardare e cosa dovevi pensare. È arrivato lui, ha acceso le luci, ha portato il colore, i sorrisi, le ragazze, il calcio, i film americani. Ci ha detto che si poteva scegliere. In un paese abituato al pensiero unico, la concorrenza è sembrata una bestemmia. Eppure la concorrenza è il sale della vita. Forse il suo modo era nuovo, forse pure sbagliato in alcuni passaggi, ma era vivo.

E poi la solita litania: “eh ma le leggi”. Forse. Forse la legge molto spesso non è giusta. E bisogna cambiarla. O forse non è più al passo coi tempi e bisogna rinnovarla. Vedi la Costituzione, la più bella del mondo, dicono, ma intoccabile come una reliquia. O forse, più semplicemente, alcune leggi sono fatte male e bisogna metterle a posto. Non è che se una legge esiste allora è giusta per sempre.

Oggi siamo nell’epoca del tifo obbligatorio. O di qua o di là. Con molta forza verbale e sociale. Un’acredine senza precedenti. Tutti schierati, tutti generali su Facebook, tutti con il ditino alzato.

E mi fa specie vedere personaggi che negli anni ’80 / ’90 erano semplici, leggeri, divertenti, trasformarsi oggi in predicatori seriosi con sermoni e urla per far vedere a quale parrocchia appartengono. Hanno capito che c’è pane per tutti a fare gli schierati. Più urli, più like. Più odi, più ingaggi.

Resta un fatto ostinato, che non si cancella con un post: Berlusconi è stato Presidente del Consiglio, è stato ministro, è stato imprenditore. Ma soprattutto è stato un uomo che ha rivoluzionato molti settori dove ha messo piede. Editoria, televisione, calcio, politica, comunicazione.

Come sempre, noi le nostre eccellenze le trattiamo come deficienze. È lo sport nazionale. Svalutare.

Adesso leggo: “Ah, ma ci sono nomi più altisonanti per un aeroporto”. Leonardo, Galileo, Dante. Vero. Ma vi siete chiesti se ai loro tempi erano ben visti? Dante è morto in esilio, condannato. Galileo l’hanno messo in ginocchio davanti all’Inquisizione. Ogni persona vive la sua epoca e nell’immediato è difficile dare un giudizio storico obiettivo. Figuriamoci se la storia la deve spiegare chi ha il dubbio di una sola parte.

E poi: “Adesso tutti partiranno da Bergamo o da Torino per protesta”. Beh, Berlusconi avrà fatto guadagnare anche loro. Non sarà una scelta senza discussione, ci mancherebbe. Ma è una scelta che dice qualcosa di noi.

Ho un amico che era diventato livoroso quando parlava di politica. Livoroso davvero. Gli ho chiesto per favore di non parlare più di politica con me. Perché dove io ridevo, lui si incazzava. E non portava mai il discorso sull’obiettivo chiaro. Solo tifo.

Forse è questo il tema.

Primo: una pace sociale, qualcuno non la vuole. Gli conviene la guerra.
Secondo: tutti parlano troppo di politica. Tutti allenatori, tutti premier, tutti giudici.
Terzo: forse servirebbe qualche bella risata. Sdrammatizzare. Ma forse il gregge si disperderebbe se non tieni sempre l’asticella della paura e dell’odio altissima.

Non voglio citare tutti i numeri di Silvio Berlusconi, li conoscete. Dico solo che un paese provinciale difficilmente capisce quanto vale un suo concittadino che ha saputo essere grande fuori. Perché nello svalutare i propri, ci dividiamo e diventiamo deboli.

Buon viaggio a tutti, da Milano Malpensa Silvio Berlusconi.

Torniamo un po’ agli anni ’80 e ’90, dove ognuno faceva il suo mestiere. E pure su Facebook si può, sapete? Senza parlare sempre di politica con la bava alla bocca. Cerchiamo amici, non nemici.

Massimo Moletti

Altri articoli della sezione

La scuola dei tre problemi immortali e delle cinque riforme mortali

Era il 1992. La mia scuola è stata la prima a fare una cosa rivoluzionaria: uno scambio culturale con la Danimarca. Due settimane noi...

Per Sandro Mazzola: la scelta dell’eleganza e l’onore delle armi

"Sono sempre stato convinto di una cosa: il tifoso juventino soffre. Non gode, soffre. Logora. Vincere per lui non è una gioia, è una...

Giovannino Guareschi: una memoria che resiste, un’eccellenza italiana conosciuta nel mondo

Giovannino Guareschi: una memoria che resiste, un'eccellenza italiana conosciuta nel mondo La fiction Rai dedicata a Giovannino Guareschi ha avuto il merito di riportare sotto...

Sandro Mazzola: quando prima del campione c’è l’uomo

Era una brava persona ! Sembra la frase che si dice a un funerale per far finire tutto in fretta. Invece per Sandro Mazzola...

Articoli Correlati

Magenta si riconferma la città del volontariato: grande successo per la Festa delle Associazioni nella ex piazza del mercato

Magenta ha rinnovato il suo legame indissolubile con il mondo del volontariato celebrando una nuova edizione della tradizionale Festa delle Associazioni. Per l'occasione, la...

Il nuovo “Quasimodo” riparte con un focus speciale sui nostri adolescenti

Si chiama accoglienza ma in realtà l'incontro di ieri mattina, destinato ai genitori dei ragazzi delle prime del Liceo Quasimodo ha avuto una portata...

Magenta, Zita, un secolo vissuto alla grande: Pontenuovo le dà l’ultimo saluto

Soltanto pochi giorni fa avevamo festeggiato un traguardo importante per Zita Cislaghi Garanzini. Il secolo di vita; un traguardo straordinario e raro. Un traguardo...

Abbiategrasso in festa per i Bersaglieri: una città intera nel segno della memoria, dell’identità e dell’appartenenza

Il passo di corsa, le piume al vento, il tricolore e soprattutto il suono delle fanfare. Per due giorni Abbiategrasso ha vissuto una grande...
spot_img