HomeCronacaPerchè la sinistra non manifesta contro l'Iran degli Ayatollah?

Perchè la sinistra non manifesta contro l’Iran degli Ayatollah?

Il paradosso delle piazze mute: perché la sinistra ignora la mattanza in Iran?
Mentre le immagini dei sacchi neri che contengono i giovani trucidati dalla polizia iraniana fanno il giro del mondo, un silenzio assordante avvolge le piazze occidentali. L’ordine dell’Ayatollah Ali Khamenei è stato brutale: sparare “in mezzo agli occhi” a chi manifesta a mani nude. Il bilancio, secondo fonti occidentali, sarebbe di 12.000 morti, eppure la mobilitazione latita.

1. Due pesi e due misure: la “Grande Balla” del pacifismo
Perché le piazze, le scuole e le parrocchie che traboccano di bandiere “Pro Pal” restano deserte di fronte al massacro operato dal regime islamista?

Assenza dei Sindacati: Maurizio Landini (CGIL), pronto allo sciopero per Gaza o per difendere Maduro, non ha proclamato nemmeno un minuto di silenzio per le vittime di Khamenei.

Studenti silenti: Non si vedono occupazioni universitarie né flottiglie umanitarie verso i porti iraniani.

La critica di Domenico Airoma: Sul sito di Alleanza Cattolica, Airoma definisce questo fenomeno come la “grande balla del pacifismo arcobaleno”: una retorica che evapora quando il sangue versato non serve a colpire l’unico vero nemico ideologico, gli Stati Uniti.

2. L’Abbraccio tra Marxismo e Islamismo
L’alleanza tra mondo progressista e teocrazia iraniana non è un errore di percorso, ma ha radici profonde. Antonio Socci, su Libero, ricorda come nel 1979 la cacciata dello Scià fu salutata dalla sinistra europea come una nuova “Rivoluzione d’Ottobre”.

Le basi teoriche del “Khomeinismo Rosso”
Secondo studiosi come Robert S. Wistrich e Niram Ferretti, il regime iraniano ha saputo ibridare l’Islam con categorie marxiste:

Lotta di Classe Sacralizzata: Khomeini ha diviso il mondo tra mostazafin (oppressi) e mostakaberin (oppressori), dando una veste religiosa al linguaggio del Partito Comunista.

L’influenza di Ali Shariati: L’intellettuale che preparò il terreno alla rivoluzione studiò a Parigi, influenzato da Sartre e Fanon, elaborando un’ideologia “islamo-marxista” e terzomondista.

3. Il Nemico Comune: L’Occidente
Il collante di questa strana alleanza è l’odio per la civiltà occidentale, il liberalismo e le radici giudaico-cristiane.

“I comunisti e i khomeinisti sono uniti dalla volontà di abbattere il ‘Grande Satana’ americano e dissolvere l’identità dell’Occidente.”

Il Multiculturalismo come arma
Secondo il filosofo Paul Gottfried, la sinistra post-comunista ha sostituito l’economia con la cultura. Il multiculturalismo diventa lo strumento per attaccare le sovrastrutture dell’Occidente: dietro una facciata di tolleranza, si nasconde un’esaltazione acritica di tutto ciò che è anti-occidentale, anche quando si tratta di una tirannia teocratica.

In sintesi: Perché questo silenzio?
In conclusione, alla sinistra radicale e al pacifismo ideologico non interessa la libertà del popolo iraniano se questa non serve a indebolire gli USA.

Preferiscono vedere il mondo diviso tra bandiere rosse e mezzelune verdi, piuttosto che riconoscere la dignità di chi muore per i valori della libertà e della democrazia.

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