Note di Memoria: al Teatro Lirico di Magenta la musica dei giovani talenti incanta e commuove

Ha aperto la serata la cislianese Valentina Mautone.

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Una serata di profonda riflessione, dove il linguaggio universale della musica si è fatto custode del ricordo. Il Teatro Lirico di Magenta, gremito in ogni ordine di posto, ha ospitato un evento straordinario in occasione della Giornata della Memoria, vedendo come assoluti protagonisti gli studenti del Liceo “Salvatore Quasimodo”. L’iniziativa, promossa con successo dall’Amministrazione Comunale, ha saputo creare un’atmosfera coinvolgente e solenne, trasformando il palcoscenico in un luogo di testimonianza attiva attraverso l’arte.

Il sipario si è alzato su un inizio di rara intensità emotiva. La voce di Valentina Mautone, giovane talento cislianese, allieva del Maestro Andrea Semeraro e componente del Coro Voci Bianche di Corbetta, ha rotto il silenzio con due brani celebri: “Senza mamma” dalla Suor Angelica di Puccini e l’“Ave Maria” dall’Otello di Verdi. Accompagnata al pianoforte da Sara Groppi, l’interpretazione della Mautone ha saputo toccare le corde più intime del pubblico, regalando un avvio di serata magistrale.
Il programma è proseguito esplorando diverse sfumature musicali, mettendo in luce la versatilità degli ensemble del liceo: L’Ensemble di Chitarre ha trasportato l’uditorio tra le note di Zigane e il contemporaneo Pop di York. Momenti di pura commozione sono arrivati con il celebre tema di “Schindler’s List” di John Williams, eseguito da Ludovica Dal Masso al violoncello e Sara Groppi al pianoforte: un brano simbolo che ha evocato con forza il dramma della Shoah. L’Ensemble di Clarinetti ha invece proposto la Suite ebraica di Michele Mangani, un omaggio doveroso e vibrante alla cultura ebraica. Il liederismo tedesco ha trovato spazio con Belle Soleto (voce) e Matteo Podda (pianoforte) nell’esecuzione del drammatico “Der Tod und das Mädchen” (La morte e la fanciulla) di Schubert.

La chiusura del concerto è stata affidata a un trio composto da Giorgia Bussi (clarinetto), Andrea Di Vincenzo (chitarra) e Paulo Montoya (contrabbasso). Il gruppo ha trascinato il teatro con le sonorità Klezmer del The Klezmer’s Freilach e del Bulgar From Odessa, concludendo infine con le note intramontabili de “La Vita è Bella” di Nicola Piovani.

“È stata un’iniziativa riuscitissima,” hanno commentato molti presenti all’uscita. “Vedere dei giovani così preparati impegnarsi su temi così delicati dà speranza per il futuro.” Un plauso va a tutti i giovani musicisti, ai loro docenti e all’organizzazione per aver saputo trasformare una commemorazione in un momento di autentica bellezza e condivisione comunitaria. La memoria, a Magenta, ha suonato le note della consapevolezza.

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