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Naviglio nero, 120mila litri aspirati e oltre 100mila euro di danni: oggi via alle video-ispezioni per trovare l’origine dello sversamento

Dopo l’emergenza ambientale, per il Naviglio Grande è arrivato il momento di cercare le risposte. E potrebbe essere proprio dalle fogne di Magenta, nel punto in cui la chiazza oleosa è stata individuata per la prima volta, che gli investigatori potranno ricostruire l’origine dello sversamento che venerdì ha trascinato una lunga scia di idrocarburi per circa 28 chilometri, fino alla Darsena di Milano.

Oggi dovrebbero prendere il via le video-ispezioni nelle condutture e nei tombini della rete fognaria, attraverso l’utilizzo di telecamere capaci di seguire il percorso della sostanza e individuare il punto dal quale è entrata nella rete. Un accertamento particolarmente importante perché potrebbe consentire di risalire all’origine della dispersione e chiarire se si sia trattato di uno sversamento accidentale oppure di un conferimento illecito

I NUMERI

Ma è un servizio pubblicato sul Corriere della Sera di oggi a fare una prima conta dei danni e della quantità (davvero rilevante) di acqua contaminata e compromessa dallo sversamento, che se di origine dolosa o colposa sarebbe senza dubbio di natura criminale.

L’attenzione degli investigatori è dunque massima e si indaga a tutto campo. L’ipotesi al momento considerata più credibile è quella di un atto doloso o di uno smaltimento illegale di oli e idrocarburi, anche alla luce della quantità di materiale riversata nel sistema fognario. Ma saranno gli accertamenti tecnici a fornire elementi concreti per ricostruire quanto accaduto e, soprattutto, a stabilire da dove sia partita la contaminazione.

I tecnici- entra nello specifico il Corriere- hanno cercato di contenere la chiazza con reti e spugne galleggianti ma hanno dovuto procedere con le operazioni di bonifica per oltre 100mila euro di costi. Dopo le prime reti e le prime spugne galleggianti, erano iniziati i lavori di bonifica. Aspirando l’acqua contaminata, sabato i tecnici hanno riempito quattro autobotti da circa 30 metri cubi ciascuna. Tradotto: 120 tonnellate per 120 mila litri a seconda della densità del materiale. Il liquido inquinante ora dovrà essere smaltito, portato in discarica e trattato. Un’operazione gestita dal Consorzio Villoresi.

Le video-ispezioni rappresentano in questo senso uno snodo fondamentale. Gli operatori potranno controllare dall’interno il reticolo delle condutture, seguendo il percorso della sostanza e cercando eventuali tracce, accumuli o punti di immissione. Parallelamente, potranno essere esaminati anche i filmati delle telecamere presenti nella zona, alla ricerca di immagini o movimenti sospetti che possano contribuire a ricostruire la dinamica dello sversamento.

A coordinare gli interventi sul territorio sono già impegnati diversi enti e strutture, mentre sul fronte della sicurezza restano in allerta Carabinieri e Polizia Locale, chiamati a seguire gli sviluppi degli accertamenti e gli eventuali elementi utili all’indagine.

Intanto prosegue anche il lavoro sul fronte ambientale. La fase più acuta dell’emergenza è rientrata e non risultano nuove fuoriuscite attive, ma restano da completare le operazioni di bonifica e da verificare in maniera puntuale le conseguenze dello sversamento. Nei giorni scorsi sono state aspirate grandi quantità di acqua contaminata e sono state collocate barriere e materiali assorbenti lungo il Naviglio per contenere la presenza degli idrocarburi.

Resta inoltre atteso il responso delle analisi di Arpa, indispensabile per identificare con precisione la natura delle sostanze presenti nell’acqua. Si parla di idrocarburi e, con ogni probabilità, di gasolio o altri prodotti oleosi, ma la composizione esatta potrà essere stabilita soltanto dagli esami di laboratorio.

La priorità, quindi, è ora duplice: continuare a mettere in sicurezza il Naviglio e contemporaneamente capire chi e come abbia immesso la sostanza nella rete fognaria. Dopo i danni ambientali e i costi ingenti della bonifica, l’individuazione dell’origine dello sversamento diventa un passaggio decisivo anche per accertare eventuali responsabilità.

L’onda nera che ha attraversato il territorio non è stata soltanto un’emergenza da contenere. Ora è diventata una vicenda da ricostruire, metro dopo metro, dentro le condutture di Magenta, dove potrebbero trovarsi le prime risposte a una domanda ancora aperta: da dove è arrivato quell’enorme quantitativo di idrocarburi?

-foto tratta dalla pagina Facebook dell’assessore del Comune di Milano, Marco Granelli-

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