Una serata per ricordare. Parole e musica in Casa Giacobbe con il Gruppo di lettura Rosso Magenta

Va riconosciuto al GdLRM, nato nel 2010 col sostegno dell’allora assessore all’Educazione Giovanni Lami, il merito di proporre sempre testi significativi, frutto di accurate ricerche. E' stato così anche l'altra sera per onorare le Foibe e la diaspora di un popolo.

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“Ciò che vi è di terribile nella morte non è perdere il nostro avvenire, ma perdere il nostro passato: l’oblio è la morte sempre in mezzo alla vita”. Con queste parole, tratte da ‘Cronaca delle Baracche’ della scrittrice Nelida Milani, si apre, martedì 20 febbraio, la serata dedicata al ricordo dei massacri delle foibe e della tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, vicende di un capitolo doloroso della nostra Storia, alla cui memoria dall’anno 2004, ogni 10 febbraio, si rende solenne onore.

Fa strano, al principio, che l’assessore Maria Rosa Cuciniello non esordisca con la consueta formula di chi porta i saluti del Sindaco rivolgendosi ai presenti e complimentandosi per l’iniziativa eccetera eccetera, ma legga, quasi faccia parte lei pure del Gruppo di Lettura Rosso Magenta curatore dell’evento.

Come da scaletta, infatti, prima, lei a leggere le ragioni dell’istituzione del Giorno del ricordo, poi, Piera, Lidia, Maria, Valeria e Luigina a dare voce a quanti hanno testimoniato l’orrore delle foibe -“… legati ai polsi con vile fil d ferro gettati ancor vivi nell’oscurità” -, il dramma dell’esodo -“ strappati alla loro terra … verso un domani ignoto …”- e i patimenti dei profughi – “… grandi sofferenze furono vissute con grande dignità e senza pietismi o rivendicazioni di diritti, senza chiedere nulla a nessuno..” .

Va riconosciuto al GdLRM, nato nel 2010 col sostegno dell’allora assessore all’Educazione Giovanni Lami, il merito di proporre sempre testi significativi, frutto di accurate ricerche. A riprova le letture scelte per la circostanza, tratte dagli scritti di Grazia Del Treppo, Marisa Madieri, Fabio Magris, Guido Miglia, Nelida Milani, Umberto Saba e Stefano Zecchi. Righe intense, toccanti, che la platea di Casa Giacobbe apprezza e ascolta silenziosa, assorta.
Inoltre, come è ormai consuetudine del GdLRM, le letture sono intervallate dalla musica grazie alla partecipazione di Francesca Manzitti, applaudita interprete di noti brani di Dylan, Lennon ed Endrigo, insieme a Matteo Bianchi alla chitarra e a Emanuela Previda Massara al violino. Un caloroso plauso a tutti, anche al pubblico che, invitato dalla cantante, non esita a intonare il famoso ritornello di ‘Io che amo solo te’ in omaggio al celebre cantautore istriano che lasciò la sua Pola a 14 anni, nel 1947, profugo come tantissimi altri italiani.

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