Magenta, sciopero studenti del Quasimodo: secondo giorno di protesta in piazza Formenti

Presenti anche Di Gregorio (PD) e Cucchi (AVS), oggi incontro studenti assessore Chiodini.

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Secondo giorno di sciopero per gli studenti del liceo Salvatore Quasimodo di Magenta, tornati questa mattina in piazza Formenti, di fronte al palazzo municipale, per protestare contro i disagi legati al riscaldamento dell’istituto. Alla mobilitazione si sono uniti anche gli studenti del liceo scientifico Bramante e dell’istituto Einaudi, ampliando la partecipazione e rafforzando il messaggio rivolto alle istituzioni. Il problema del freddo nelle scuole magentine non è nuovo. A sottolinearlo è stato Matteo Di Gregorio, segretario cittadino del Partito Democratico, presente in piazza insieme a Giovanni Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra per manifestare solidarietà agli studenti e ascoltare le richieste dei rappresentanti d’istituto.

“È ormai un ritrovo annuale quello a cui assistiamo per il problema del riscaldamento – ha commentato Di Gregorio – un ritrovo che si ripete nel tempo con le responsabilità che conosciamo. Non sono solo dell’amministrazione comunale, ma anche di Città Metropolitana”. Nel corso della mattinata è stato annunciato un incontro tra una delegazione di studenti e l’assessore Giampiero Chiodini, previsto per oggi, con l’obiettivo di avviare un confronto diretto e individuare soluzioni concrete. “La caldaia è gestita anche dal Comune – ha aggiunto Di Gregorio – e riscalda tutto il plesso. Il tema è che spesso viene accesa in ritardo o, durante le vacanze, non viene messo l’antigelo”. Un appello chiaro, quello lanciato dai promotori della protesta e dai rappresentanti politici presenti, rivolto a tutti i soggetti coinvolti. “Città Metropolitana e Sindaco – hanno dichiarato – devono affrontare la problematica trovando soluzioni condivise”.

Sulla stessa linea Giovanni Cucchi di AVS, che ha evidenziato la necessità di una migliore programmazione: “Il dialogo con le istituzioni c’è stato. C’è sicuramente un problema di organizzazione, perché basterebbe accendere i riscaldamenti due giorni prima per evitare questi disagi. Siamo contenti che gli studenti alzino la voce per far sentire i loro problemi”. La protesta prosegue dunque all’insegna della partecipazione e del confronto, in attesa di risposte concrete che possano porre fine a una situazione che, per molti, si ripete ormai da troppo tempo.

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