Magenta: “Oggi Mariolina ha scalato la sua ultima cima”

Una folla immensa e rotta dal dolore ha portato il suo saluto composto a Mariolina Cattaneo, scomparsa all'età di soli 46 anni. Il suo legame inscalfibile con la montagna e con il mondo degli Alpini.

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“Cara Mariolina, oggi hai scalato la tua ultima cima…”. Una folla immensa, composta ma rotta dal dolore, ha riempito stamani la Basilica di San Martino a Magenta.

Mariolina Cattaneo se ne è andata all’età di soli 46 anni. E’ andata avanti troppo presto. Sconfitta da uno di quei “brutti mali” di cui solo l’Altissimo può dare una giustificazione più grande – e come tale per noi umani non comprensibile razionalmente – dentro ad un disegno, nel quale oggi Mariolina può godere in Paradiso delle sue amate montagne.

Incredulità, stupore, rabbia. Questi i sentimenti che si sono rincorsi nelle ore successive alla notizia della sua scomparsa.

Certo c’era chi più vicino alla famiglia sapeva di quale sarebbe stato l’epilogo finale contro la maledetta malattia.

Ma la maggior parte dei presenti, visto anche il carattere riservato e determinato al tempo stesso di Mariolina, sono rimasti basiti dinanzi a quell’epitaffio funebre, comparso ieri di buon’ora sui muri di Magenta. La sua Città. Che ha dimostrato tutto il suo affetto a lei e ai suoi familiari. Che ora, a cominciare da mamma Carluccia, debbono trovare la forza per andare avanti.

Per un genitore è qualcosa d’innaturale – nel senso letterale del termine, cioè che va contro la natura delle cose umane – assistere al trapasso del proprio figlio.
Oggi i cari di Mariolina erano lì stretti in un grande abbraccio. Quello di una Magenta che in questi momenti terribili sa essere ancora comunità. Sa ritrovare il significato dell’essere solidali.

Una grande famiglia come sarà sempre quella degli Alpini per Mariolina. Un rapporto di amore profondo quello tra questa ragazza e le penne nere.

Così come con l’amata montagna. Che è stata al centro dell’omelia funebre. Già quelle montagne da scalare come metafora della vita terrena. La scalata, l’andare in salita, come le fatiche della vita da superare. Per poi arrivare in alto e godere di uno spettacolo unico che si può vedere solo da lassù.

Ma il legame di Mariolina con la montagna riguarda e riguarderà sempre gli Alpini.

Oggi presenti in massa in Chiesa. Con i loro cappelli, i loro labari, quei discorsi struggenti che ti arrivano in fondo al cuore. Così come ‘Il Signore delle Cime lascialo andare per le tue montagne…” intonato al termine dell’omelia funebre.

Al pari di quella ‘Preghiera dell’Alpino’ con tutte le penne nere sull’attenti e i presenti che a stento hanno trattenuto la commozione.

Il ricordo imperituro di Mariolina da parte del Gruppo ANA rimane sicuramente la testimonianza più bella che certe storie vanno oltre la morte. Non finiscono mai.

Il suo impegno nel ricordare e diffondere la storia degli Alpini, così come quella mostra per il primo secolo di vita di questo glorioso corpo militare – che la videro tra gli ispiratori ed organizzatori – resteranno inscalfibili. Più resistenti della nuda roccia. Buon viaggio Mariolina.

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