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Magenta, il bollettino politico. Ancora “Quasimodo….gate”. La novita di #NEXTMagenta e il top player Del Gobbo

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Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

MAGENTA – Sta entrando sempre più nel vivo la campagna elettorale in quel di Magenta ove, obiettivamente, rispetto allo ‘storico’ le forze in campo si sono mosse con un certo anticipo.
Ad oggi i candidati alla carica di primo cittadino sono quattro: Luca Del Gobbo (cdx), Enzo Salvaggio (csx), Silvia Minardi Progetto Magenta & Next Magenta, infine, Munib Ashfaq per la Nuova Italia. Ognuno dei contendenti sta portando avanti già fin d’ora una propria campagna elettorale.
Il Cdx punta sul suo top player per eccellenza, ovvero, il già sindaco nonché Consigliere regionale e Assessore dell’allora Giunta Maroni Luca Del Gobbo.

 

Indubbiamente, il poter contare su quattro liste: quella del Sindaco, più FDI, Forza Italia e Lega, dovrebbe numericamente dare a Del Gobbo un’ottima base di partenza, a cui poi c’è da aggiungere il delta (che non è poco) che lui stesso porta alla coalizione.

La partenza è stata col botto e anche lo slogan “RINASCIMENTO MAGENTINO” è fortemente evocativo.

Ma va detto che non sono tutte rose. C’è anche qualche spina. Il primo elemento che vediamo – ma siamo alle prime battute e c’è bisogno di un naturale rodaggio – è la ‘pesantezza’  della macchina a volte un po’ elefantiaca. Il Cdx per adesso sta adottando una campagna ancora molto anni ‘Novanta’, andando in piazza.

Del Gobbo in parallelo fa anche una sua campagna in prima persona, gioca su più fronti e spazia a tutto campo, la Lega al momento è la principale forza politica che si fa vedere anche sulle periferie. A nostro modesto parere è importante che sia il Cdx poco alla volta a dettare l’agenda politica e non a subirla o, comunque, a doverla respingere.

Poi c’è la questione dei ricambi. Mezza squadra almeno – che ha condiviso fortune e (molte) sfortune con il sindaco uscente Chiara Calati – dovrebbe (secondo logica) gioco forza andare a casa o, in ogni caso, accomodarsi in panchina. Del Gobbo con la sua esperienza politica e la sua capacità di fare sintesi, dovrà riuscire ad innovare, ma senza stravolgere. Perché evidente che certi equilibri debbono essere maneggiati con cura.

Il caso del ‘Quasimodo’ su cui il Csx con Salvaggio e compagni sta insistendo in queste intanto tiene ancora banco.

 

 

Anche se crediamo che seppur si tratti di un argomento importante, sia altrettanto vero che la sostanza al fondo non cambia: Magenta ha bisogno di un nuovo polo liceale, e al cittadino di chi sia l’effettiva responsabilità interessa relativamente. Resta il fatto che il Liceo nuovo oggi non c’è: o meglio abbiamo un ‘Quasimodo’ dislocato in varie zone della città e un altro liceo non meno prestigioso quale è il ‘Bramante’ che pur nella ‘nuova’ (ormai non lo è più da tempo per la verità) sede inizia a far sentire i segni dell’età. Per il resto Del Gobbo, criticabile fin dove si vuole, è l’unico che ha tentato concretamente di fare qualcosa. 

La Nuova Italia, ovvero, la lista a forte trazione islamica per adesso sta conducendo una campagna molto ‘mediatica’ verrebbe da dire. Sono stati i primi a prendere uno spazio elettorale importante, in pieno centro storico (Galleria dei Portici), sono stati i primi ad uscire coi classici manifesti ‘100 x 70’  con una campagna affissioni rilevante e sono stati i primi ad arrivare nelle case coi loro volantini. Per il resto, non sappiamo come Munib e i suoi intendano impostare questa campagna elettorale. 

 

Di sicuro, più che l’andare in piazza od organizzare incontri, sarà interessante capire come e se riusciranno ad intercettare i consensi di tutta la comunità pakistana in primis presente in città e più in generale di quella di fede islamica. Insomma, una sorta di campagna porta a porta che specie per La Nuova Italia potrebbe avere un peso preponderante.

Infine, ma non certo ultimo, Progetto Magenta che da sabato scorso con la presentazione e lancio di #NEXTMagenta, ovvero, la lista giovane, di fatto, si presenta come coalizione civica.

Finora, le uscite dei civici guidati da Silvia Minardi sono state sempre basate sui contenuti e sulle novità: dal debutto in Casa Giacobbe all’uscita con tanto di arrivo in bicicletta al Parco Bernini in zona Nord di sabato scorso.

 

Nel mezzo una comunicazione che non sempre ha seguito i toni, solitamente pacati e misurati della docente del ‘Quasimodo’, ma che anzi ha portato Del Gobbo – la stima nonostante le schermaglie politiche e l’amicizia con la Minardi è di vecchia data – a definirla con una battuta la ‘Meloni’ di Magenta.

Di sicuro, l’elemento comunicativo è uno degli aspetti su cui più punta Minardi, non foss’altro per avere dalla sua uno “spin doctor” come Marco Marturano. Ma con un riposizionamento politico che a parer nostro, non dove rivoluzionare l’indole della prof.

Anche l’uscita dei ragazzi di #NEXTMagenta è stata studiata nei dettagli sia a livello simbolico che scenografico. E crediamo che il risultato sia stato centrato.

Dall’arrivo in bici, all’aperitivo rigorosamente green, ai braccialetti con i colori che richiamavano all’Ucraina ad un logo dove si ritrovano i colori di Magenta, accanto a quelli dell’Europa e della sostenibilità. Sino alla presenza dell’olimpionico Simone Barlaam.

Non di meno, la proposta concreta con il progetto per il recupero del polmone verde di via Bernini spiegata nei dettagli.

 

Ciò detto, al di là degli aspetti comunicativi che pure contano, il patrimonio di giovani e la loro consistenza è un elemento interessante, in generale, per la politica magentina.

Un contributo in più, comunque, la si guardi.

In chiosa, in questo bollettino politico c’è il convitato di pietra per eccellenza, alias Marco Ballarini da Corbetta. Che farà, infatti, il suo gruppo di ‘Viviamo Magenta’ non è ancora chiaro.

Di sicuro, usando il buon senso, più passano i giorni,  più si potrebbe pensare che Ballarini con i suoi non sarà  protagonista, ma semmai potrebbe da spettatore dirottare un consenso (piccolo o grande che sia) verso un candidato piuttosto che un altro.

In questo caso, però,  la montagna avrebbe partorito il topolino, visti i proclami dei mesi scorsi.

Ma da qui al voto – sulla cui data non c’è certezza – potremmo vederne delle belle.

Anche alleanze all’apparenza impensabili specie se traslate dentro uno scenario politico nazionale. Ma questo è il bello,  o il brutto, delle amministrative. 

F.V.

 

 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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