L’altro giorno, per chi se la fosse persa se la può rivedere qui, Ticino Notizie ha intervistato Franco Bertarelli, primo storico sindaco leghista degli anni Novanta, che in vista delle prossime elezioni amministrative ha formalizzato il suo appoggio per Silvia Minardi e la civica di Progetto Magenta.
Storico comizio di Fraco Bertarelli in piazza Liberazione con l’onorevole leghista Speroni, poi eletto all’Europarlamento
Indubbiamente l’intervista all’ex primo cittadino del Carroccio, già esponente del Movimento Sociale Italiano, e oggi ufficialmente iscritto a Fratelli d’Italia, ci porta a fare a freddo alcune riflessioni.
In primo luogo, Bertarelli che si era ritirato dalla politica attiva poco dopo il primo anno di amministrazione Calati, quando ha lasciato il suo scranno in Consiglio comunale, evidentemente, quanto meno a livello locale, non trova piena assonanza con lo schieramento di Centrodestra. Forse troppo cocente la delusione legata all’operato del sindaco uscente.
Tutto questo malgrado nella nostra intervista Bertarelli abbia espresso il suo sostegno e stima a Luca Del Gobbo, nel caso in cui Progetto Magenta, fosse tagliato fuori da un eventuale ballottaggio.
Altro aspetto da considerare a catena: è evidentemente come Bertarelli, il cui excursus politico lo inquadra come uomo di destra benché sui generis – si dice favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere, oltre ad essere sostenitore di una legge per il fine vita e non ultimo, apre in modo netto alla costruzione di una moschea a Magenta – in sede amministrativa non sia convinto nemmeno del suo attuale partito di riferimento Fratelli d’Italia.
Perché un conto se Bertarelli dopo la Lega avesse esaurito la sua esperienza di politica attiva, ma resta il fatto che il noto oculista magentino – il cui figlio Attila è Assessore in quota FDI in quel di Mesero e potrebbe essere in campo anche per le elezioni di Magenta – risulti essere tesserato e abbia pertanto abbracciato il progetto di Giorgia Meloni.
Nei confronti della quale, peraltro, si è abbattuta la scure del dottor Franco…. essendo la Meloni “rea o comunque collaborazionista” a suo avviso, rispetto al famigerato Green Pass che Bertarelli detesta.
Ma non ultimo l’altra lettura può anche essere quella di un Bertarelli certamente non entusiasta di quanto il gruppo cittadino di FDI abbia saputo esprimere in questi anni su Magenta in termini di iniziative e progettualità concrete, che non siano semplicemente l’andare a traino di proposte di carattere nazionale (campagne referendarie, il presidenzialismo, ect.)
Di sicuro, non sappiamo quanti voti (e soprattutto se li porterà o li leverà..) Bertarelli porterà in dote a Progetto Magenta, considerato anche che il suo sarà un impegno più d’opinione – non avendo al momento intenzione di entrare in lista – ma resta il messaggio in termini d’esempio che può arrivare. E cioè che su tematiche amministrative si può può provare a trovare un momento di sintesi anche tra figure che all’apparenza hanno ben poco a che spartire come Silvia Minardi e… appunto Franco Bertarelli, che hanno personalità assai differenti e provengono da percorsi politici anche questi assai lontani. Ciò che conta è la competenza e la passione per la buona gestione della cosa pubblica. E al fondo di tutto l’amore per Magenta.
F.V.
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