Una serata capace di unire radici e futuro, emozioni e appartenenza. La festa calabrese di ieri sera a Magenta (una tradizione che ormai si rinnova da anni) ha trasformato la città in un grande spazio di condivisione, dove musica, sapori, storie e tradizioni hanno raccontato molto più di una semplice celebrazione folkloristica.
Oltre 300 persone hanno preso parte con entusiasmo a un evento che ha saputo parlare al cuore, riportando al centro il valore delle tradizioni popolari come patrimonio vivo, capace di creare legami e rafforzare il senso di comunità. Una Calabria autentica, fiera e generosa, che ha trovato a Magenta una casa accogliente e partecipe.
Tra i presenti, a testimoniare l’importanza dell’iniziativa, il Sindaco Luca Del Gobbo (presenza fissa), il Consigliere regionale Luca Marrelli (orgogliosamente di origine calabrese, dove è stato anche primo cittadino di San Mango D’Aquino) e il Consigliere regionale Giulio Gallera, il consigliere regionale Nicolas Gallizzi, il comandante della stazione dei Carabinieri di Magenta Massimo Simone e molti altre: presenze che hanno sottolineato il valore istituzionale e culturale di una serata capace di andare oltre il semplice intrattenimento.
Un ringraziamento speciale va all’Associazione Fata Morgana e agli instancabili organizzatori Francesca Fava e Saverio Crea, che con passione, dedizione e amore per le proprie radici hanno reso possibile un appuntamento così partecipato e sentito. Il loro lavoro ha dato forma a una serata autentica, capace di far sentire tutti parte della stessa storia.
La festa è stata anche un viaggio nei sapori della tradizione calabrese, con una degustazione che ha conquistato tutti: salumi e formaggi tipici, l’immancabile pasta col sugo, fino alla salsiccia calabrese con patate e verdure, piatti semplici ma ricchi di identità, memoria e convivialità.
Presente anche l’amico di Ticino Notizie, Mario Novello, a testimoniare l’attenzione del territorio verso iniziative che rafforzano il tessuto sociale e culturale della comunità.
Canti, danze, profumi e racconti hanno riportato alla luce un’eredità fatta di sacrificio, lavoro e orgoglio, quella di tante famiglie che, pur lontane dalla terra d’origine, non hanno mai smesso di custodirne l’anima. Una tradizione che non guarda indietro con nostalgia, ma che continua a vivere nel presente, tramandata con passione alle nuove generazioni.
La festa calabrese di Magenta è stata soprattutto questo: un ponte tra territori, un esempio concreto di integrazione riuscita, dove le differenze diventano ricchezza e le identità si incontrano senza mai perdersi. In un tempo che spesso divide, serate come questa ricordano quanto sia importante ritrovarsi, riconoscersi e sentirsi parte della stessa comunità.
Un evento che lascia il segno, non solo per la partecipazione numerosa, ma per il messaggio profondo che ha saputo trasmettere: le tradizioni non appartengono al passato, ma sono il cuore pulsante di una comunità che sa guardare avanti senza dimenticare le proprie radici.




















