L’Arcivescovo Mario Delpini in visita alla Casa Famiglia di Villa Cortese. Un incontro carico di umanità con la persona sempre al centro

L’alto prelato della Chiesa Ambrosiana, si è intrattenuto a lungo con residenti, familiari e operatori dimostrando grande attenzione per chi vive in una situazione di fragilità.

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E’ stato un sabato pomeriggio carico di emozioni per i Residenti e gli Operatori della Casa Famiglia di Villa Cortese del Gruppo Sodalitas dove è arrivato in visita Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.

“La prima tappa è stata nella nostra RSA – spiega il Coordinatore Lorenzo Pobbiati – insieme ai residenti e a tutti i familiari lo abbiamo accolto con un grande applauso. Quindi, gli abbiamo consegnato un dono speciale confezionato da una nostra residente insieme ad una nostra operatrice: il bastone pastorale fatto all’uncinetto e cucito su una stola che l’Arcivescovo ha voluto subito indossare”.

L’alto prelato della Chiesa Ambrosiana si è a sua volta soffermato sull’immagine che ha donato raffigurante “La Pietà del Rondanini” (un’opera di Michelangelo Buonarroti) sottolineandone l’importanza.

Dopo un momento di preghiera la visita alla Casa Famiglia è proseguita presso il “Nucleo Protetto” della struttura socio sanitaria del Gruppo Sodalitas.

“Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’attenzione che Monsignor Delpini ha riservato a tutti i nostri Residenti, salutandoli personalmente e soffermandosi con loro. Una prova di grande sensibilità verso i più fragili” aggiunge il Coordinatore della Casa Famiglia dell’Alto Milanese, nonché, Presidente di Sodalitas.

Tra gli altri doni riservati all’Arcivescovo di Milano anche “Il ricettario” realizzato durante il progetto di cucina “Quanto Basta”. Accanto al raccoglimento e alla preghiera c’è stato anche il tempo per qualche battuta con i Residenti, ancora una volta, a dimostrazione della grande carica umana del religioso.

L’Arcivescovo prima di lasciare il ‘Nucleo Protetto’ ha voluto visitare il Treno Terapeutico, che rientra tra le cosiddette terapie non farmacologiche più avanzate usate nella cura dei malati di Alzheimer, il cui obiettivo è quello di fare riaffiorare ricordi ed emozioni, calmando le persone e placando i tipici stati di agitazione della malattia.

Infine, tornando in RSA, si è soffermato incuriosito sul tabellone con tutti i pensieri che i Residenti hanno voluto dedicargli. “Un altro momento molto emozionante – conclude Lorenzo Pobbiati – in un pomeriggio davvero speciale per la nostra Casa Famiglia”.

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