Sono stati accolti dagli applausi e dagli abbracci dei parenti che li aspettavano ieri sera all’aeroporto di Malpensa i 200 studenti ritornati da Dubai dopo essere rimasti bloccati a causa dell’attacco di Usa e Israele all’Iran.
“Passare dalla teoria alla pratica è stata una cosa che non mi sarei mai aspettata di sicuro, però diciamo che è stata un’esperienza anche questa, ovviamente sul campo, perché la realtà e quella che è una simulazione sono due mondi completamente diversi, però l’importante è sempre stato quello di mantenere la calma e di restare lucidi anche nei momenti più critici”, dice Alessandra, studentessa diciottenne della Facoltà di Giurisprudenza Roma 3, uscendo dall’aeroporto di Milano Malpensa dopo essere rientrata col volo Ethiad che ha riportato in Italia 200 studenti, molti minorenni, bloccati a Dubai. “Purtroppo abbiamo visto con i nostri occhi i bombardamenti quando abbiamo fatto un cambio hotel, dall’hotel appunto che ci ospitava fino al 28 fino a quello appunto che ci ha ospitato fino all’uno mattina – ha proseguito la giovane – Abbiamo visto con i nostri occhi i razzi che si schiantavano verso Dubai Marina ed è stata una scena che credo che mi porterò a vita perché è stato troppo forte da dimenticare, quindi non ho parole per descrivere questa emozione, anche negativo, però per fortuna passata”.
Quanto alla possibilità di proseguire gli studi diplomatici la studentessa ha detto: “Assolutamente sì, anche perché ho conosciuto il console Edoardo Napoli, il console italiano a Dubai, che è stata una figura essenziale. C’è stato dall’inizio alla fine ed è stato indispensabile per il nostro ritorno. Quindi un grazie sentito a lui, un grazie sentito anche al ministro Tajani, e al governo, a tutte le autorità che appunto si sono mosse per poter farci tornare stasera qui”, ha concluso.”Stavamo finendo di fare le simulazione diplomatiche dell’Onu ed è arrivato la notizia che l’Iran era stato bombardato da Usa e Israele. Appena usciti dalla stanza abbiamo sentito rumori di aerei militari ed è iniziato il panico”, ha raccontato Valerio, anche lui appena atterrato.
“Era il nostro ultimo giorno e dovevamo partire ma abbiamo sentito dei voli cancellati. Quando è arrivata la conferma della cancellazione abbiamo cambiato hotel dove abbiamo passato una notte molte ansiosa Dubai dove vedevamo i missili passare e continuavamo a sentire gli allarmi. Gli altri giorni sono stati tranquilli, di giorno rimanevano in stanza, appena calava il buio suonavano gli allarmi. Ci hanno detto dove era il bunker, siamo scesi nel bunker diverse volte e abbiamo anche cambiato hotel. È stata una situazione un po’ ansiosa ma ci fidavamo degli Emirati e del loro sistema di protezione. Non eravamo mai soli. Il volo di rientro è andato bene e ora siamo qui. Durante il volo eravamo scortati dai caccia. Sono sempre riuscito a tenermi in contatto con i miei genitori”.


















