Potrebbe essere una fotografia, circolata nelle ultime ore sui media svizzeri e sui social network, a offrire un primo riscontro visivo alle testimonianze raccolte dopo il devastante incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana. L’immagine, non ancora attribuita ufficialmente, sembrerebbe ritrarre i momenti immediatamente precedenti all’innesco del rogo.
Nella foto si vedrebbero alcuni giovani intenti ad agitare verso l’alto bottiglie sulle quali erano state applicate fontane pirotecniche, dispositivi in grado di produrre una pioggia continua di scintille. In prossimità del soffitto del locale sarebbe visibile un punto in cui la copertura prende fuoco. Si tratterebbe di un materiale sintetico, simile a una spugna fonoassorbente, utilizzato per rivestire il soffitto basso della sala sotterranea. Pur in assenza di una conferma ufficiale su data e luogo dello scatto, l’immagine appare coerente con alcuni video che avrebbero ripreso le primissime fasi dell’incendio e con le ricostruzioni fornite da numerosi testimoni oculari.
La dinamica: il flashover e il panico
Secondo le ricostruzioni più accreditate, l’incendio sarebbe divampato intorno all’1.30, nel momento di massimo affollamento del locale. Le scintille sprigionate dalle fontane pirotecniche — o, secondo altre ipotesi, la fiammata di un petardo — avrebbero raggiunto il soffitto, innescando le prime fiamme. Da lì il rogo si sarebbe sviluppato con una dinamica tipica del flashover: l’accumulo rapidissimo di calore sotto il soffitto e la diffusione dei gas di combustione avrebbero provocato, in pochi secondi, il passaggio da un incendio localizzato a uno generalizzato, favorito dalla presenza di materiali sintetici altamente infiammabili.
Il panico si è diffuso immediatamente. Le persone presenti nel piano interrato si sono riversate verso la scala che conduceva all’unica uscita, mentre anche chi si trovava al piano terra ha tentato di fuggire dalla stessa via. I due flussi di persone si sono scontrati sulla scala stretta, bloccando l’unica possibilità di salvezza mentre il fumo rendeva l’aria irrespirabile e le fiamme avvolgevano rapidamente il locale.
Il bilancio e l’attesa delle famiglie
Il bilancio resta drammatico: le vittime sarebbero circa 40, ma il numero non è ancora stato ufficialmente confermato. Le operazioni di identificazione dei corpi sono tuttora in corso e potrebbero richiedere diversi giorni, se non settimane. Lo ha ribadito anche questa mattina un portavoce della polizia cantonale, sottolineando la complessità del lavoro a causa dell’elevato numero di morti e delle condizioni in cui sono stati rinvenuti i corpi. Le autorità mantengono un contatto costante con le famiglie, garantendo anche supporto psicologico, mentre molti parenti restano in attesa di notizie definitive.
Il punto sugli italiani coinvolti
Sulla tragedia è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di tempi lunghi per l’identificazione delle vittime. «Ci vorranno settimane per comprendere di chi si tratta», ha dichiarato in collegamento con Quarto Grado su Rete4. Al momento risultano identificati una dozzina di cittadini italiani ricoverati negli ospedali svizzeri, mentre il numero complessivo degli italiani coinvolti sarebbe pari a 19.
Il ministro ha rinnovato l’appello ai familiari di eventuali dispersi affinché si mettano in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina o con l’ambasciata italiana.
Nella notte, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso ha fatto visita all’Ospedale Niguarda di Milano, dove sono giunti in elicottero i primi tre cittadini italiani rimasti feriti nell’incendio. Si tratta di una donna di 29 anni e di due ragazzi di 16 anni, tutti in condizioni critiche: i pazienti sono intubati e presentano ustioni estese sul 30–40% del corpo. Sono stati affidati alle cure del Centro grandi ustioni del Niguarda, struttura di riferimento nazionale per questo tipo di emergenze. Regione Lombardia ha confermato la piena disponibilità ad accogliere ulteriori feriti, con 18 posti letto immediatamente attivabili nell’ambito del piano di maxi emergenza.
Le indagini
Le autorità svizzere mantengono la massima cautela. È stata formalmente aperta un’inchiesta per accertare le cause dell’incendio e verificare eventuali responsabilità. Al momento non viene ipotizzato il dolo, ma l’attenzione degli inquirenti è concentrata sulle condizioni di sicurezza del locale, sulla gestione della serata e sull’utilizzo di materiali e dispositivi potenzialmente pericolosi in un ambiente chiuso e affollato.


















