‘In 30 secondi poteva dire no’, processo su abusi ad hostess di Malpensa torna in aula a Milano

Donna sarà sentita nell'appello bis. Cassazione annullò l'assoluzione

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E’ iniziato in Corte d’appello a Milano il secondo grado bis a carico di un ex sindacalista, che lavorava all’aeroporto di Malpensa, imputato per abusi su una
hostess.

Caso che aveva provocato polemiche perché con due
sentenze il 48enne era stato assolto perché, scrivevano i
giudici, la donna in “30 secondi” avrebbe potuto opporsi. Poi,
la Cassazione ha annullato con rinvio l’ultimo verdetto per un
nuovo processo, dopo il ricorso della Procura generale milanese.
Oggi la Corte della seconda penale (giudici
Manzi-Rinaldi-Fasano) ha disposto una rinnovazione del processo
per risentire in aula la donna, parte civile e che sarà
ascoltata nella prossima udienza a febbraio.

Il “ritardo nella reazione” della “vittima”, ovvero “nella manifestazione del
dissenso”, ha scritto la Cassazione motivando l’annullamento con
rinvio dell’assoluzione deciso nel febbraio 2025, è
“irrilevante” per la “configurazione della violenza sessuale”. E
su questo aspetto “la giurisprudenza è netta”, perché la
“sorpresa” di fronte all’abuso “può essere tale da superare” la
“contraria volontà”, ponendo chi subisce nella “impossibilità di
difendersi”.

Secondo la Corte d’Appello di Milano, che aveva confermato il
verdetto del Tribunale di Busto Arsizio (Varese) del 2022, quei
comportamenti dell’imputato, che i pm contestavano come abusi
sessuali, non erano stati tali “da porre la persona offesa in
una situazione di assoluta impossibilità di sottrarsi alla
condotta”. Condotta che, sostenevano i giudici, “non ha
(senz’altro) vanificato ogni possibile reazione della parte
offesa, essendosi protratta per una finestra temporale”, ossia
“20-30 secondi”, che “le avrebbe consentito anche di potersi
dileguare”.

Per la Cassazione, invece, che aveva accolto il ricorso del
sostituto pg Angelo Renna, “è chiaro” che la hostess
(rappresentata dalla legale Teresa Manente), che si era recata
nel 2018 dall’allora sindacalista “per esporre un problema di
lavoro (…) era rimasta del tutto disorientata e sguarnita
rispetto ai comportamenti dell’uomo”.

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