HomeCronacaIl libro di Luana Borgia e tutti i limiti del provincialismo nostrano

Il libro di Luana Borgia e tutti i limiti del provincialismo nostrano

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO CERANO – “Siamo sempre il Paese diviso tra l’Oratorio dove andiamo per imprecare o quando non siamo più capaci di “limonare” e il circolo dove andiamo per pregare e leggere il giornale e litigare.

Siamo sempre il Paese del porno nascosto dentro il Corriere della Sera pardon oggi abbiamo tutto sul telefono.

La mia audio intervista all’ex pornostar Luana Borgia ha riportato i fedeli dei cinque film per adulti al giorno e delle migliaia di cassette o dvd hard core a venire in pellegrinaggio presso sex Moletti a trovarmi.

La nostra infanzia o adolescenza fatta di giornaletti visti dal barbiere e film noleggiato per immergersi in un amplesso autocollettivo.

Noi che siamo l’ultima generazione ad aver visto film per adulti al cinema Vittoria di Trecate e al mattino nell’Astra di Novara.

Sì, lei era un mito per noi perché liberiamo tutte le ipocrisie… C’era Moana Pozzi, poi Ilona Staller, ma Luana era una bellezza nostrana e fine.

Era la professoressa, la cugina bona. La zia giovane e ricca.
Poteva essere quel che vuoi perché diventava sogno per quanto indecente, ma era sufficiente per le nostre nascoste voglie.

Ricordo ancora il primo film visto fatto da lei. Gli impulsi salivano, ma non solo fisici ma pure mentali perché non era una sensualità algida o arrestata al contesto.

La sua forza era di uscire dal video per sentire vicino il suo ardore? No. Lo portavi dietro per giorni e ore insonni, ma dolci come il peccato.

Era come vedere una di famiglia e la voglia era insanabile ma irresistibile. Il piacere nasce da quello che vedi tutti i giorni.

Lei era una pornostar ma sembrava sempre la prima scena calda e impagabile. Il suo libro è un passo di cambiamento in un Paese che non vuole rivalutare le proprie idee e non vuole spendere parole e cambiamento.

Si può uscire dal porno !! Questo treno di non ritorno verso l’oblio dove Moana voleva portare alla luce
Lei tramite Paolo Limiti era riuscita a vedere la svolta oltre il recinto.

Ma del grande personaggio milanese, purtroppo, ce n’era solo uno. Siamo sempre il Paese dove il sesso fatto per l’uomo e per il gentil sesso sono sassi contro il muro e punto a sfavore.

Alla mia richiesta di avere location e aiuto per presentare una serata del libro “Oltre i confini del proibito”, ho ricevuto risposte da vecchia provincia!

La gente non va più in chiesa, ma restano certe regole forse il problema non era da fare sulle spalle dei prelati e neanche sugli indottrinati e intellettuali di parte. Una realtà figlia della nostra provincia.

In passato una donna che si era spogliata in tv era stata additata e gridata ai sette venti; “puttana, facci vedeeee…e altre proposte oscene e indecenti…”

La mia domanda se fosse successo oggi ? La reazione che la costrinse a vivere da reclusa e poi scappare sarebbe stata identica… Vista la situazione e creazione di frasi penso purtroppo di sì …

Non siamo ancora capaci di superare i confini e non avere paura del sesso. O tollerare il proibito come un istinto innato in noi. Soprattutto quando fatto da una donna. Questo è il vero limite.

Nei nostri sepolti accurati ricordi dobbiamo rimembrare le nostre debolezze e gioie per non essere censori del nulla.

Tanto oggi va tutto in rete con somma pace e silenzio dei “parrucchini” che volevano censura in tv e sui giornali.

Oggi non sono più cinque porno al giorno ma un continuo amplesso senza più né capo né coda.

Come le nostri inutili e costosissime ingiuste province. Non fare mai la morale sul sesso non mettere mai morale nel sesso ..

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