HomeCronacaI nuovi barbari hanno invaso la città: ancora degrado e inciviltà

I nuovi barbari hanno invaso la città: ancora degrado e inciviltà

“Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro paese” .

La premessa fin troppo dotta per questo pezzo di cronaca è la famosa frase pronunciata da “JFK” durante il suo discorso d’insediamento del gennaio 1961.

Però lasciateci dire che non sapremmo iniziare in altro modo dopo aver visto le foto che girano sui social riguardanti i “cinghios’ subumani all’opera all’imbrunire lungo la Via Cattaneo e quelle che stamani ci ha inviato un amico. Questi ultimi scatti ci hanno lasciati ancora più allibiti: sul far del mezzogiorno qualcuno aveva pensato bene di lasciare sul marciapiedi due materassi, il tutto in pieno centro, all’altezza della fontana che fa da cornice ai signorili palazzi della Mape, in quello che da tutti viene ricordato come una intelligente opera di recupero urbana dell’ex area Laminati dall’allora Giunta Del Gobbo (epoca primo mandato*).

Abbiamo nominato volutamente il Sindaco e nominiamo subito dopo anche ASM – visto che trattasi di sgombero di rifiuti per così dire speciali – per aggiungere che in una città in cui regna la barbarie e l’incultura degli incivili, l’Amministrazione comunale, così come l’Azienda multiservizi di via Crivelli poco o nulla possono fare davanti a episodi del genere.

L’amico che mi ha inviato queste ultime foto mi ha aggiunto un commento che faccio mio: ‘questa è la Città’. Verissimo. Purtroppo.

Un’affermazione che vuole essere una riflessione amara su dove siamo arrivati. Sull’involuzione della nostra comunità dove a livello di humus culturale c’è in atto un processo davvero pericoloso e che fa piangere il cuore a quei pochi ‘Magentini doc’ che hanno rispetto in primis, per la storia, la tradizione e il territorio dove abitano. Non si tratta di un discorso razzista, si badi, bensì di una riflessione improntata al rispetto, in primo luogo per gli altri, per il cosiddetto ‘bene comune’. Certo anche di appartenenza ed identità con luoghi che senti come tuoi.

Un altro mio amico pessimista ma forse realista, mi ha messo in guardia: ‘le tue righe non serviranno a nulla, questa gente non legge i giornali’. Probabile.

Però noi ci proviamo lo stesso. Perché un moto d’indignazione non può davvero mancare. Cambierà qualcosa? Non lo sappiamo.

Però non si può restare indifferenti davanti a questi nuovi barbari che avanzano ogni giorno. Peggio dei Proci. Che fare? Questa è la domanda delle domande. Di sicuro, se li si cogliesse sul fatto servirebbe la mano pesante.

Ma qui il discorso ci porterebbe molto lontano. In quanto, abbiamo la convinzione che la stragrande maggioranza di chi si macchia di tali gesti non solo non abbia a cuore Magenta ma soprattutto – conseguenza diretta – non abbia alcun legame, nessuna radice che lo lega a questo territorio.

Diversamente, sarebbe demenziale porre in essere tali comportamenti. Perché se la Città è la mia casa, cerco di preservarla e tutelarla al meglio, non di devastarla. Perché per me è preziosa.

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