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ROMA (ITALPRESS) – Un alto dirigente di Hamas ha espresso dubbi sulle intenzioni di Israele riguardo al mantenimento del cessate il fuoco a Gaza e al passaggio alla seconda fase dell’accordo, che prevede il ritiro da nuove aree del territorio e l’apertura del valico di Rafah. Tuttavia, ha confermato che il movimento “rispetterà i propri impegni, tra cui la consegna del governo di Gaza a un’entità palestinese e la discussione su una formula specifica per le armi della resistenza”. In un’intervista ad Asharq Al-Awsat, la fonte – informata sui dettagli dei negoziati – ha accusato Israele di voler mantenere l’instabilità sul terreno imponendo con la forza nuove regole di ingaggio, come avvenuto dall’inizio dell’anno. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco il 10 ottobre 2025, circa 431 palestinesi sono stati uccisi in violazioni israeliane. Solo negli ultimi 8 giorni, 21 persone hanno perso la vita in raid mirati e bombardamenti, tra cui 3 attivisti di Hamas, 3 bambini e una bambina.
Tra gli episodi più recenti: un drone kamikaze ha colpito giovedì sera una tenda a Khan Yunis uccidendo 4 persone, tra cui 3 minori; mercoledì un comandante di campo delle Brigate al-Qassam è stato preso di mira a Gaza est. L’esercito israeliano ha rivendicato le operazioni come risposta a spari contro le sue forze. Un lancio fallito di razzo dal nord di Gaza, attribuito dall’IDF a miliziani, sarebbe secondo fonti locali esploso per manipolazione di residuati bellici da parte di bambini. Il dirigente di Hamas ha accusato Israele di cercare di imporre un controllo sul territorio attraverso assassinii mirati periodici e uccisioni di civili vicino alla linea di demarcazione, con oltre 200 vittime in aree occidentali senza reale minaccia per le truppe israeliane.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
















