Filippo Facci e il caso la Russa, parla l’accusa

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MILANO Si è scatenata la bufera perfetta dopo l’editoriale di Filippo Facci pubblicato sul quotidiano Libero sabato 8 luglio e dedicato al caso del figlio di Ignazio La Russa.

I contenuti espressi da Filippo Facci sono incompatibili con i valori e le policy del servizio pubblico, per quanto riguarda la tutela della parità di genere e un forte impegno contro ogni forma di violenza sulle donne. I vertici Rai sospendano la striscia del giornalista”. Così Francesca Bria, componente del Cda della Rai, su Twitter.

“La ragazza ha lamentato che ”la mia infanzia è stata rubata”. Per quella cifra [un miliardo di dollari di risarcimento per lo stupro subito] è lecito chiedersi quanti si farebbero derubare dell’infanzia, non una, ma anche due, tre volte…» Filippo Facci, 2018. “Risulterà che una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa…”, Filippo Facci, 2023. Passano gli anni, ma non passa il disprezzo di Facci per il genere femminile, reiterato nel tempo in svariate occasioni. Evidentemente, incolpare le vittime di stupro ed essere misogini sono diventati precondizioni per ottenere la conduzione di una striscia quotidiana su Rai2. Vergogna assoluta per chi ha sostenuto questa scelta. Per Giorgia #Meloni, prima donna Presidente del Consiglio, va tutto bene? Come per le inqualificabili esternazioni del sottosegretario #Sgarbi, anche qui nulla da dire?”. Lo scrive su twitter la deputata del Pd, Laura Boldrini.

“La parole di Facci sono intrise di sessismo, misoginia, disprezzo per le donne. Il servizio pubblico non può accogliere un giornalista che parla così. Il silenzio della presidente del consiglio Giorgia Meloni è imbarazzante, mentre è indecoroso che la ministra Roccella difenda Larussa come padre coinvolto e non dica nulla sul rispetto dovuto alla parola femminile. Si parla delle donne come corpi da usare, come sprovvedute che se la vanno a cercare. Possibile che la ministra non abbia un sussulto di indignazione, proprio nulla da dire contro questa narrazione tossica?”. Lo dichiara la senatrice del Pd Cecilia D’Elia, portavoce nazionale della conferenza delle democratiche.

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