RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, in questo mondo diverso e senza più punti di riferimento
Noi ragazzi degli anni 80 e 90 avevamo una giusta dicotomia dei valori e canoni. Il bello era bello e il brutto era sempre all’asciutto.
Lui era Val !!! Un incrocio di bellezze che esplodeva sul video. In the Doors ha raggiunto l’apice della sua fama. Era la perfetta rappresentazione di un idolo che impersonificava un altro idolo.
Uno che era già nella storia e uno che avrebbe fatto epoca. Davanti alla grandezza mi sono sempre inchinato e non con sudditanza ma con rispetto. Era il perfetto incrocio per mettere sul grande schermo un grande poeta, cantante con un animo oscuro e strano.
La gente è strana: come in Batman dove l’eroe ha sempre un ombra buona ma pure sempre ombra…
La maschera per essere vero non per nascondere. Lui era il ruolo o il personaggio era messo sulla sua pelle.
Lo spirito di emulazione e ammirazione fa grande soddisfazione. Perché il mito bello fa sognare e sperare in un futuro migliore o in un sogno. Sognare magari con risvolto poco chiaro e insicuro.
Meglio vivere nella speranza anche infondata che in una triste realtà di serie ma fatta delle stesse verità. I film sono pezzi di storia della nostra vita o vita nella nostra storia.
Momento di luce da assaporare per non morire al buio …Era ancora giovane e forse il mito dell’eternità sarà con lui.
Lo ricorderò come Jim Douglas Morrison o Batman o in altri suoi ruoli storici.
Avrei voluto la sua mascella o la faccia squadrata. Ma era la sua naturalezza nella perfezione fisica da aggiungere alla bravura che era disarmante.
Come la sua morte che ci lascia orfani di un periodo dove idolo significava uno che era capace e superiore. Oggi puoi esserlo ad ogni ora senza avere onore. Onore a Val …mito e uomo che ha vissuto e fatto sognare …. Non ha tutte le ore ma ha reso certi momenti di ricordi davvero unici”.
Massimo Moletti