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Faccia da Presepe

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Un Paese rimasto senza pallone. Faccia da campione del nulla, adesso che Baggio non gioca più

C’era un tempo in cui il calcio non era un’industria, ma un atto di fede. Ricordo ancora quando, con il Cerano Calcio, organizzavamo l’"Agosto...

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, negli anni il presepe di casa mia si è via a via ristretto !
Un tempo per il giorno della Madonna doveva essere pronto e a poco prende da tutta casa.
L’ Albero era bello ma il Presepe era più nostro. La pecorella, il bue e l’ asinello; quante battute brutte su questi ultimi due animali. Nelle scuole e in ogni ufficio era presente.

C’erano e sono ancora presenti i concorsi dei migliori presepi Poi con gli anni molti paesi organizzano versioni animati.

Era il tempo del Presepe vivente, il mio comune era stato uno dei primi a mettere in scena la natività con uomini e donne. Un evento che prende da tutto il paese.

La Madonna, San Giuseppe, Sant’Anna e Gioacchino. Una sfilata per le vie per finire tutti in chiesa per dare il suggello al Santo Natale.

Comunque la versione con le statuine ha sempre il suo fascino pure nelle versioni più strane e moderne !
Con gli anni la società è diventata più laica, secolarizzata, anticlericale o maleducata ?

Vengono messe in discussioni le tradizioni? Può una composizione di statuine dare problemi e creare traumi …
La lana caprina non scalda ma fa campare ; e pure bene. In un periodo di cavalier del nulla e difensori dei diritti da pizzeria il Presepe resiste.

Magari non è più mastodontico come nei tempi passati ma più curato e raccolto. Forse, la consegna dei doni è la cosa che pure il più agnostico insieme ai giorni di ferie tiene stretto. Ma creare una rappresentazione è sempre utile.

Perché nel Presepe ci sono tutti laici, religiosi di tutte le confessioni , dubbiosi, agnostici..
Rendere omaggio non vuole dire sudditanza. Perché molto spesso vengono confuse molte riflessioni.
Forse oggi la sudditanza è verso l’anti !!!!

Essere sempre contro non è positivo. Per essere tutti insieme nel omaggio per restituire il favore.

Come ogni anno ; ho messo sul mio davanzale la scena della attesa
Ho già messo pure i Re Magi, insieme agli animali e pastori. Gli angioletti e merletti col muschio per dare scena reale.

Certo, un piccolo gesto che ogni ragazzo della mia età ha fatto almeno una volta. Un gesto semplice che era di persone semplici che non sapevano troppo ma amavano molto e rispettavano tutto.

Forse, oggi abbiamo perso e credono di sapere tutto, amano solo se stessi e simili o parenti e non rispettano nessuno.

Un presepe non fa male ma con tutto questo odore di odio continuare a farlo vivere nelle case è la vittoria più grande. Costruire è sempre meglio che negare e amare e rispettare e sempre meglio di odiare.

Scambio di culture vuole dire conoscere non negare. La sensibilità è un’altra cosa; come le vecchie disgraziate maestre che vestivano da asino l’allievo. Forse non era tutto bello il passato ma non può essere tutto negato
Anzi !!! È più bello il mio semplice presepe che quello enorme fatto quando ero bambino !!!
Anche se al ricordo di tutta la famiglia insieme mi viene un lacrimino di un mondo più vicino.

Massimo Moletti

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