RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, più di trenta anni fa ero candidato unico alla segreteria della DC del mio paese, assolutamente senza pretese. Forse perché da me i grandi capi non avevano grandi attese…
Un candidato unico non va mai bene. Neppure nel miglior partito della ex URSS o Germania Orientale DDR; Anche a quei tempi mettevano magari una alternativa simbolica ..
I congresso di Forza Italia ai tempi del Berlusconi erano inutili feste celebrative: ma Silvio era padrone e sponsor unico. Lì aveva un senso perché usava mezzi da lui inventati e pagati: oggi abbiamo un candidati unici senza pregi.
Possiamo vivere solo di frontman in politica? Non deve esserci più un dialogo o paesaggio di testimone?
Un partito può diventare movimento od oggetto ad uso personale? La politica nasce per arrivare al potere che sia taxi o macchina di proprietà…
Il politico che cambia sempre partito e il politico che diventa padre padrone del partito … non so chi dei due è peggio.
Un uomo di competenza o sudditanza politica per gli altri; come sarà la segreteria???
Quando un candidato è unico: fantoccio o capo assoluto? Siamo alla Monarchia. Ma almeno quella era una cosa seria e dichiarata.
Comunque nella tanto vituperata Prima repubblica forse c’era più dialogo: correnti e dialettica politica. Sembrava una brutta parola per chi non sa come nasce la vera Democrazia
Il 1992 ha avuto molti uomini e partiti che hanno cavalcato la protesta fino all’indecenza. Poi questi ultimi sono stati tutti al governo a rotazione ma vista la situazione non so se diamo andati avanti indietro..
Post Scriptum: comunque non chiamate li più congressi ma osanna nell’alto dei cieli
Non chiedere mai se sei candidato unico, non chiedere mai perché si vota.
I difetti si ereditano i pregi no. Ecco una cosa populista; sono tutti uguali…Quasi…Certo i congressi fanno tornare in mente vecchi sistemi sepolti dalla Storia. Ma la gente non ha memoria né voglia …..di vera democrazia”.
Massimo Moletti