Elezioni Europee: è il tempo della Politica. E’ il tempo di Mario Mantovani. Di F.P.

Europa e la 'Sua' Arconate: il leader politico dell'Est Ticino vive una seconda giovinezza. E punta il bersaglio grosso

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“Ricordava Platone che chi non sa fare un paio di scarpe non si metterà mai a fare il calzolaio, così come chi non sa di medicina non curerà mai gli ammalati. Tutti, però, si ritengono all’altezza di guidare lo Stato e il paese. Nessuna scuola, professionale o classica che sia, potrà mai dare quel profilo culturale e di sensibilità che la politica richiede. È nella vita delle associazioni ma innanzitutto in quella dei partiti che si apprendono e dialetticamente si accettano strategie e programmi. È negli enti locali che si matura la prima esperienza, ci si confronta con il potere amministrativo e con la capacità di applicare le proprie idee nella realtà quotidiana. E infine è nell’attività legislativa parlamentare che si assume una visione d’insieme dei bisogni e delle risposte che essi sollecitano, allenandosi a mantenere sempre viva l’attenzione sugli effetti che una norma legislativa produrrà sul corpo vivo della società e dei suoi legittimi interessi”. (Paolo Cirino Pomicino)

E’ tornato, senza in realtà mai essersene andato. Si è ripreso il centro della scena, che il cono d’ombra della malagiustizia e del circo mediatico giudiziario, uno dei cancri più virulenti dell’Italia di oggi e di ieri, aveva cercato di oscurare.

Mario Mantovani conclude venerdì sera dalle 20, nella sua Arconate, la campagna elettorale più iconica e simbolica della sua vita, politica ma non solo.
25 anni, un quarto di secolo, è trascorso da quanto nel 1999 un mare di preferenze portava l’imprenditore, il visionario, il populista sano ‘nazionale e di massa’ (per dirla con Marcello Veneziani) in Europa, sotto il vessillo di Forza Italia. Nella vita e in politica i paradossi sono una costante; 9 anni in Europa, la legge sull’amministratore di sostegno, le Politiche del 2008, il vice ministero alle Infrastrutture, le Regionali 2013, la Salute. Una carriera costantemente in ascesa, vissuta sempre con una quasi ossessione: quella per il popolo, il suo. Elettori, classe dirigente, sindaci, consiglieri: una rete vastissima, quasi impressionante, che lui non ha mai lasciato neppure negli anni bui della persecuzione giudiziaria. E quando Forza Italia di fatto lo mette da parte, la scelta (lungimiranza fa rima con esperienza..) di abbracciare il progetto di Giorgia Meloni, dove passo dopo passo Mantovani ascende da new entry a protagonista.

Votare Mario Mantovani conviene, all’Est Ticino in primis, ma a tutti coloro che credono nel Primato della Politica. Il territorio ha bisogno di un leader, che assieme alla classe dirigente scelta dal popolo (e le Europee consentono ancora di esercitare, con la preferenza, la sacralità del diritto di scelta). Il territorio ha bisogno di forza, autorevolezza, esperienza, visione, sogno e un pizzico di sana follia.

In Europa, dove assieme al carisma e alla forza di Giorgia Meloni la versione 2024 di Mario Mantovani potrà condurre la battaglia contro la malagiustizia, quella che ha vissuto in prima persona. L’onta dell’arresto e sette anni di vicenda processuale conclusi con una sfilza di ASSOLTO, ASSOLTO, ASSOLTO. Una vergogna tutta italiana.

Europa ed anche Arconate, dove una mefitica schadenfreude ( il piacere provocato dalla sfortuna altrui ) ha originato un processo ed una persecuzione che non aveva alcun fondamento. E lì, l’8 e 9 giugno, l’incrollabile fiducia di Mantovani porta un gruppo di ragazze e ragazzi ad affiancarlo in Forza e Coraggio, l’ultima tappa di una carriera giocata sempre con indomita passione, a partire dal paese nativo.

Votare Mantovani, e finiamo, significa riaffermare il primato della Politica. Negli ultimi anni il nostro Paese è stato governato troppo spesso da “Tecnici”. Il primo (più recentemente) fu il governo Ciampi, poi Monti, poi Draghi, ma anche lo stesso Conte era un tecnico. La politica si è fatta da parte ed ha lasciato il posto alla “competenza” ed alle competenze (vere o presunte).

Ci si è ubriacati di una idea razionalista ed efficientista che, però, ha da sempre due limiti: non progetta e non sceglie la via per il futuro. Il “Tecnico”, per sua natura, è molto capace nel destreggiarsi in quello che c’è, nelle norme e regole esistenti, ma è incapace di progettare e, peraltro, non è giusto che lo faccia.

Il progetto ed il cammino deve essere indicato dal “Politico” che deve avere la forza propulsiva degli ideali e delle volontà che hanno la forza di cambiare l’oggi guardando ad un domani migliore. Si è sostituito il ragionamento filosofico e sociale con l’espressione di un consenso effimero.

Si sono persi quei valori di carattere sociale e culturale e si è sempre più guardato alla politica come una “cosa” per i soliti “pochi” e, soprattutto, per chi la pensa come impone un asfissiante conformismo.

E Mario Mantovani è in campo per questo: riaffermare quella Primazia.
Un’opportunità per l’Est Ticino. Per un Est Ticino delle opportunità.

Fabrizio Provera

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