Magenta celebra una realtà che, in dieci anni, è diventata molto più di un servizio: è diventata una casa, un punto di riferimento, un segno tangibile di comunità. “Non di Solo Pane” festeggia il suo decimo anniversario, portando con sé storie, volti e un impegno che non si è mai fermato, nemmeno nei momenti più difficili.
Era il 22 febbraio di dieci anni fa quando il refettorio apriva per la prima volta le sue porte. Da allora, quelle porte non si sono mai chiuse: né davanti alle difficoltà quotidiane, né durante la pandemia. Un luogo nato per accogliere, che nel tempo si è trasformato in un presidio di dignità, ascolto e accompagnamento.
A sottolineare il valore profondo di questa esperienza è stata oggi anche la presenza dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che ha voluto condividere un momento conviviale con i soci fondatori, riconoscendo l’importanza di una realtà capace di mettere al centro la persona e i suoi bisogni più autentici.
Un pensiero speciale è stato rivolto ad Aurelio Livraghi, figura fondamentale per la nascita del progetto, il cui spirito continua a vivere nel refettorio, nell’ambulatorio e nella scuola di italiano che porta il suo nome. Segni concreti di un’eredità che non si è mai esaurita, ma che continua a generare bene.
“Facciamo del bene, facendolo bene, volendoci bene”: le parole di don Giuseppe Marinoni racchiudono l’essenza di questi dieci anni. Un impegno che non è solo assistenza, ma relazione, cura, comunità.
“Non di Solo Pane” non è solo ciò che è stato, ma ciò che continua ad essere ogni giorno: un cammino condiviso, costruito grazie alla dedizione di volontari, soci e amici che hanno scelto di esserci. Con un sogno, forse ambizioso ma profondamente umano: arrivare un giorno a non essere più necessari.
Fino ad allora, Magenta può guardare con orgoglio a questa esperienza. Perché qui la solidarietà non è uno slogan, ma una pratica quotidiana che cambia la vita delle persone.



















