RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore,
oggi viviamo nell’era in cui siamo tutti, o aspiriamo a essere, influencer. Ogni ragazza sembra voler diventare un sex symbol locale o provinciale attraverso lo schermo di uno smartphone. Ma guardando indietro agli anni ’80, non posso fare a meno di notare una differenza profonda: allora i sex symbol erano icone mondiali, eppure non avevano bisogno dei social media per abitare i nostri sogni.
In quel decennio colorato, la TV era il regno degli orari precisi. Ci si ritrovava tutti a casa perché “c’era il film”, o si aspettava con trepidazione la pausa pubblicitaria. In quel contesto, le “maggiorate” erano celebrate come dive d’altri tempi. Su tutte svettava lei: Francesca Dellera.
La Dellera era il massimo: bella, dolce, con quell’aria da finta ingenua che nascondeva una carica sessuale dirompente, ma mai volgare. Aveva uno sguardo che definirei “da cugina al matrimonio”: quel tipo di bellezza che ti fa sentire a casa, ma che allo stesso tempo ti rapisce i sensi. Chi non ricorda il suo favoloso spot per quel noto distributore di carburante? Era la fatina che portava il “dentino della maturità”, una visione celestiale in un contesto quotidiano.
Il vero potere di icone come Francesca era il mistero. Non c’erano storie Instagram a dirci cosa mangiasse a colazione; non c’erano calendari onnipresenti. Le sue apparizioni erano eventi rari, e proprio per questo preziosi. Le riviste che ritraevano la sua bellezza andavano a ruba, persino dal barbiere, alimentando un passaparola che univa i ragazzi nei bar e negli uffici.
Oggi, paradossalmente, vediamo tutto ma non osserviamo nulla. Le influencer di Instagram sono filtrate, modificate, sovraesposte. Sappiamo tutto di loro, eppure sembrano più lontane di quanto non fosse una diva anni ’80. Francesca Dellera era “quello che era”: una bellezza autentica, non stravolta dalla chirurgia o dai pixel, che sapeva portare lo stile con una naturalezza disarmante.
Forse il segreto di quel mito era proprio la distanza: erano bellezze lontane fisicamente, ma vicinissime ai nostri sogni.
Come vorrei, per un attimo, tornare a essere il benzinaio di quello spot, per accogliere ancora una volta la “cugina d’Italia” e riscoprire quel senso di meraviglia che oggi, nel mare magno delle foto tutte uguali, sembra essersi smarrito”.



















