C’è una forza che non si misura solo in chili sollevati o in secondi guadagnati allo старт. È la forza di chi non ha mai cercato scorciatoie, di chi ha trasformato gli ostacoli in traiettorie nuove, di chi ha scelto di spingere – letteralmente – verso un sogno più grande. Quella forza ha un nome e un cognome: Robert Mircea.
Atleta residente a Corbetta, frenatore della Nazionale italiana di bob, Mircea vestirà l’azzurro alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, gareggiando nel bob a 2 e nel bob a 4. Un traguardo che profuma di riscatto, sacrificio e passione autentica per lo sport.
Dal ferro al ghiaccio: una metamorfosi da campione
Nato a Costanza, in Romania, Robert arriva in Italia nel 2009. Qui cresce, studia, si allena. E vince.
Prima nel sollevamento pesi, disciplina che lo consacra due volte campione italiano nella categoria 96 kg (2020 e 2021), poi in uno sport apparentemente lontanissimo, ma che in realtà parla la sua stessa lingua: potenza, esplosività, coraggio.
Il bob entra nella sua vita quasi per necessità, quando l’assenza della cittadinanza italiana gli chiude le porte dell’attività internazionale nella pesistica. Ma Mircea non si ferma. Cambia pista, cambia ghiaccio, non cambia mentalità.
«L’esplosività è il filo rosso che unisce tutto», ha raccontato. Ed è proprio quell’esplosività – costruita sotto i bilancieri – a renderlo oggi uno dei frenatori più affidabili della Nazionale.
Eredità pesanti, velocità folli
Alto 1 metro e 89, 104 chilogrammi di muscoli e determinazione, Mircea è parte di una nuova generazione che raccoglie idealmente l’eredità di Eugenio Monti, il leggendario “Rosso Volante” del bob italiano.
Nel bob a 2 e a 4, il suo compito è cruciale: spingere al massimo nei primi cinque secondi, lanciare il mezzo – 160 kg nel due, oltre 210 nel quattro – e poi domarlo a oltre 130 km/h, frenando con precisione chirurgica dopo il traguardo. Un ruolo da comprimario solo per chi non conosce questo sport. In realtà, è una delle chiavi della vittoria.
Una preparazione fatta di dettagli, sudore e territorio
Verso Milano-Cortina 2026 nulla è lasciato al caso. La preparazione di Robert passa da allenamenti durissimi, tra pesi, sprint, balzi e traini, ma anche dalla cura maniacale del corpo.
In questi giorni, al suo fianco c’è anche Paolo Noè, massofisioterapista di Robecco, ex ciclista e massaggiatore di team professionistici, fratello di Andrea Noè, storica maglia rosa del ciclismo italiano.
Un altro tassello di eccellenza lombarda che si unisce a un percorso olimpico fatto di competenze, esperienza e fiducia reciproca.
Il risultato è una preparazione completa, moderna, in cui il territorio diventa parte della squadra azzurra.
Quando Robert Mircea scenderà in pista alle Olimpiadi (che cominciano il 6 febbraio: le affascinanti gare di bob si svolgeranno nell’iconica pista di Cortina), non sarà solo. Con lui ci saranno Corbetta, il territorio del Magentino, la Lombardia sportiva che lavora in silenzio e costruisce eccellenze.
Ci sarà la forza del ferro trasformata in velocità sul ghiaccio.
Ci sarà una storia italiana che merita di essere raccontata.
E soprattutto, ci sarà un atleta che ha scelto di non mollare mai. Forza, Robert!



















