HomeAmbientePremio nazionale del paesaggio, premiato il Parco del Ticino

Premio nazionale del paesaggio, premiato il Parco del Ticino

“Per la capacità di attivazione di un grande cantiere di manutenzione straordinaria del complesso di infrastrutture e di opere che hanno consentito la funzionalità idraulica della campagna padana, soprattutto per gli aspetti di irrigazione e drenaggio e che costituiscono un esempio di sapere tecnologico tradizionale e identitario.

Il progetto di manutenzione e preservazione dei manufatti e dispositivi, fondamentali per garantire l’equilibrio idrologico ed ecologico del paesaggio del Parco Lombardo della Valle del Ticino, associata alla cura e alla trasmissione dei saperi tradizionali, ha permesso di riattivare un intero sistema che può essere utilizzato ancora oggi grazie al sapiente lavoro di restauro conservativo compiuto con l’utilizzo di materiali a basso impatto”.

Con questa motivazione il MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) ha riconosciuto questa mattina a Roma una segnalazione al progetto “Il restauro dei manufatti irrigui: acqua, saperi e cura del paesaggio” presentato dal Parco del Ticino in partenariato con il Politecnico di Milano nell’ambito dell’edizione 2025 -2026 del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa e del Premio Nazionale del Paesaggio.

A ritirare il riconoscimento c’erano il Presidente Ismaele Rognoni, la Responsabile del Settore Pianificazione e Paesaggio Francesca Trotti e la Prof.ssa Paola Branduini del Politecnico di Milano, Laboratorio ABC.

Un riconoscimento che premia la gestione pluriennale del territorio da parte dell’Ente magentino. Già nel 2019, infatti, il Parco del Ticino aveva ottenuto una Menzione Speciale al Premio Nazionale del Paesaggio per il progetto ‘Paesaggi di Marcita’, riconosciuto per la sua capacità di salvaguardare una pratica agricola unica al mondo.

“Voglio sentitamente ringraziare il Direttore De Paola, la Dott.ssa Trotti, il Dott. Bove, l’Arch. Saibene dell’Ente Parco, la Prof.ssa Branduini del Politecnico di Milano, l’Arch. Garanzini e le cooperative sociali Officina e Cascina Biblioteca per l’ottimo lavoro svolto che ci ha permesso di ricevere una segnalazione particolare nell’ambito del Premio Nazionale del Paesaggio – dichiara il Presidente del Parco, Ismaele Rognoni – Con sincera emozione l’ho ritirato, questa mattina, presso la Sede del Ministero della Cultura. Un ringraziamento particolare al Ministro della Cultura ed a tutta la Commissione per aver voluto premiare un eccellente processo di restauro di manufatti e recupero della rete irrigua che valorizza e tutela un territorio intero, di importante pregio in Lombardia. Tutto questo grazie alla collaborazione con agricoltori e cooperative sociali”.

Fondamentale per l’approccio multidisciplinare del progetto e della candidatura la stretta sinergia e confronto tra il Settore Agricoltura e il Settore Pianificazione e Paesaggio del Parco, oltre che con il supporto scientifico del Politecnico e di professionisti qualificati.

“Sono molto contenta di questo “premio” perché riconosce fondamentale la gestione del paesaggio come patrimonio, sia della sua componente materiale, ovvero i piccoli manufatti irrigui, sia immateriale, ovvero la trasmissione dell’abilità di recuperarli e gestirli: questo connubio consente di mantenere vivo e funzionante ancora oggi l’antico e complesso reticolo idraulico lombardo, apprezzato dai viaggiatori stranieri sin dal ‘700. In questi anni di collaborazione, l’Università ha cercato di porsi nel ruolo di facilitatore della trasmissione dei saperi tra gli enti preposti alla tutela del paesaggio quali l’Ente Parco e i professionisti (come muratori e agricoltori) che mantengono in prima persona il paesaggio”, aggiunge la professoressa Paola Branduini del Politecnico di Milano.

IL PROGETTO

Il progetto sul “restauro dei manufatti storici: acqua, saperi e cura del paesaggio” nasce dalla gestione pluriennale del territorio protetto della Valle del Ticino e dal confronto con agricoltori, tecnici e ricercatori, che ha evidenziato l’urgenza di conservare i manufatti della rete irrigua tradizionale, elementi fondamentali per la regolazione delle acque e testimonianze del paesaggio rurale storico. Gli obiettivi sono trasversali: recuperare manufatti e saperi antichi, ricostruire la memoria storica della ruralità, rigenerare un paesaggio agricolo ad alto valore culturale e ambientale, migliorare l’uso sostenibile dell’acqua attraverso la rete irrigua tradizionale, favorendo la ricarica della falda e la resilienza climatica, tutelare la biodiversità locale; promuovere educazione ambientale, formazione professionale e inclusione sociale. Diverse le azioni che sono stati attivate per il perseguimento di questi obiettivi all’interno e all’esterno del Parco del Ticino, con iniziative di livello locale e progetti di carattere europeo.

IMPATTO SOCIALE E INCLUSIONE

Tutte le attività del progetto sono state accompagnate da azioni di inclusione sociale e lavorativa: almeno il 30% delle squadre operative che hanno collaborato è composto da persone svantaggiate, al fine di rafforzare la dimensione sociale e solidale del paesaggio come bene comune e promuovere valori di inclusione, equità e partecipazione, coerenti con i diritti europei fondamentali.

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