“Parlare di ‘razzismo di Stato’ nei confronti di Ghali è surreale. Se ci fosse stata una volontà di censurarlo o discriminarlo, sarebbe inspiegabile il fatto che proprio lui sia stato invitato alla cerimonia inaugurale dei Giochi. La verità è che è stata fatta una scelta sbagliata e inspiegabile fin dall’inizio”.
Lo dichiara Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia, replicando al capogruppo Pd Pierfrancesco Majorino.
“C’erano artisti italiani migliori, meno divisivi e più rappresentativi di Milano e dell’Italia per un evento come le Olimpiadi — prosegue Corbetta —. Artisti che sarebbero stati grati dell’onore, non avrebbero polemizzato sull’uso dell’arabo – sapendo che le regole olimpiche non lo consentono – né tantomeno avrebbero pubblicato proprio nel giorno dell’inaugurazione un brano in cui si inneggia ai ‘maranza’, simbolo di una sub-cultura che a Milano è diventata una piaga sociale”.
“Altro che razzismo di Stato, mi sembra più la volontà di cavalcare l’ennesima polemica inutile e infangare l’ottima riuscita della serata inaugurale: Majorino più che leader lombardo del Pd e possibile candidato sindaco, appare sempre più il megafono di collettivi estremisti e maranza, distante anni luce dai problemi reali dei milanesi”.
















