Como, 45enne muore annegato nel lago

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COMO Un uomo di 45 anni è morto annegato nel lago di Como all’altezza della diga foranea lungo il viale Marconi nei pressi del centro città.

È in corso al momento il recupero della vittima: dalle prime indicazioni, il corpo si troverebbe in acqua da alcune ore. Dal documento, trovato negli indumenti, sarebbe un cittadino egiziano, ma sono in corso le indagini per confermarne l’identità, dal momento che lo stesso documento è stato danneggiato dall’acqua. Sul posto, oltre ai soccorritori e ai vigili del fuoco, anche la polizia scientifica.

Fare il bagno sembrerebbe una bella idea per rinfrescarsi ma non lo è, non sempre. Le tragedie avvenute proprio al lago di Como devono farci riflettere e prestare attenzione.

Bisogna innanzitutto verificare che non vi siano cartelli di divieto di balneazione. In seconda battuta si deve tenere conto di quella che in gergo medico viene chiamata sincope (o sindrome) da idrocuzione che è una delle principali cause di decessi o malori quando ci si tuffa o immerge velocemente in acqua. Senza mai dimenticare che le acque del lago sono insidiose e invece vengono spesso sottovalutate.

Cosa è la sincope da idrocuzione
Letteralmente è una sincope da immersione rapida, specialmente in acqua fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento.
La spiegazione è semplice. Se la temperatura del nostro corpo è di circa 37°, quella del lago si aggira intorno ai 18°. Lo sbalzo termico, se ci si tuffa improvvisamente, è molto alto e in cervello va letteralmente in tilt.

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