“Ora Basta!!” si apre così la dura nota, ma più che mai comprensibile, vergata poco prima di Pasqua dal Direttivo del Gruppo Storico Magenta e diffusa tramite social.
La situazione del Magenta Calcio è davvero grottesca e, forse, lo è ancora di più la pervicacia di una dirigenza che continua a considerare il Magenta qualcosa di “suo”, un patrimonio proprio e non da condividere con la città. Ne sono la riprova le ‘scaramucce’ – poi subito rientrate coi dovuti chiarimenti – che si sono innescate in tribuna dopo la clamorosa, oltre che inattesa sconfitta con l’ultimissimo Sedriano. Si diceva, appunto, di una dirigenza che è molto suscettibile alle critiche. Decisamente permalosa. Epperò, chi tifa e si ‘sbatte’ tutte le sante domeniche per i colori del cuore ha il sacrosanto diritto d’incazzarsi. Da qui la dura presa di posizione assunta dai fedelissimi gialloblù:
“Stiamo assistendo a qualcosa di inaccettabile. Ci siamo sempre stati, abbiamo sopportato e supportato in mezzo a mille difficoltà, ma questo non significa che siamo stupidi o che ci facciamo prendere per il cxxo. Ciò a cui stiamo assistendo da dieci turni a questa parte è indegno e vergognoso per una piazza storica come Magenta. Non lo accettiamo. Nessuno, e ripetiamo NESSUNO all’interno del Magenta Calcio può ritenersi esente da colpe. Pertanto la decisione del Gruppo è che la contestazione iniziata domenica scorsa dopo l’ennesima sconfitta proseguirà, con le modalità e i tempi che il Gruppo riterrà più opportuni. INDEGNI TUTTI. Sempre avanti Gruppo Storico”.
Messaggio chiarissimo recapitato a tutto l’AC Magenta a partire dal presidentissimo Gianni Cerri – che va detto ama in modo viscerale la ‘sua’ creatura – fino a tutti i componenti della squadra.
Certo questo sarebbe il momento per fare quadrato perché la posizione del Magenta in classifica è veramente più che pericolante. Purtuttavia, la misura è davvero colma e il comunicato stampa del settore caldo del tifo magentino è una sintesi sublime di quanto hanno dovuto ‘digerire’ in queste ultime 10 partite. Uno spettacolo deprecabile.
Da un lato, c’è chi spera che ora l’undici del Magenta sia mosso da un moto d’orgoglio. Anche se l’avversario di domenica è da far tremare i polsi. Si gioca sul campo della Vergiatese che è in piena corsa per salire di categoria. Dunque, la compagine di Maurizio Ganz si troverà davanti una squadra famelica e analizzando le cose con la ragione, il rischio che il Magenta diventi la classica vittima sacrificale è più che fondato.
Di sicuro c’è interesse attorno alle forme che il Gruppo Storico sceglierà per proseguire la sua contestazione.
Abbandonare completamente la squadra al suo destino? Salire a Vergiate ed esporre uno striscione di protesta più che mai esplicito e poi lasciare il settore desolatamente vuoto? Tifare da fuori per far capire che loro ci sono sempre e comunque e, in ogni caso, il Gruppo Storico non retrocederà perché a livello di tifo e calore ce l’ha messa davvero tutta. La discussione è aperta.
Il Direttivo peraltro ha fatto sapere che ci saranno sviluppi e che saranno fatti sapere nei modi e nei tempi dovuti Si attende dunque la giornata di domani.
Ma al di là delle modalità ciò che conta è che il messaggio a livello di comunicazione sia stato compreso da chi sta dall’altra parte, ossia, società, mister e giocatori.
Non tutto è perduto, ci sono ancora tre partite per salvare l’onore e la dignità. Ma la riscossa deve venire da chi scende in campo. Chi finora è sempre stato al seguito della squadra ha già dato e probabilmente con gli interessi. Ora questo amore va ripagato con i gol e con la salvezza. Il tempo è scaduto.
















