Biglietti aerei sempre più cari: aumenti del 20% e non è finita (purtroppo…)

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I primi mesi del 2023 hanno visto le tariffe dei biglietti aerei crescere mediamente del 20%, con la tratta Europa-Usa che vedrà un balzo del 23% in questi mesi estivi. A dirlo uno studio di Allianz Trade, che evidenzia come i produttori si stanno riprendendo lentamente dal crollo delle consegne del 2020, ma non riusciranno a garantire la quantità di velivoli pre-crisi nel 2023.

MILANO – Gli aumenti avvengono nonostante la diminuzione del costo dei carburanti e il forte aumento della domanda, e le motivazioni, secondo Allianz Trade, sono da ricercare nella disponibilità dei posti per viaggiare, perché la capacità limitata frena il potenziale di guadagno delle compagnie aeree. A causa della pandemia prima, dei colli di bottiglia delle catene di approvvigionamento e la scarsità di componenti successivamente, le consegne si sono dimezzate nel 2020 e hanno iniziato a migliorare progressivamente solo in seguito. Questo nonostante i margini delle compagnie aeree stanno beneficiando dell’aumento delle tariffe e del calo delle spese operative, anche se i prezzi del jet fuel, che rappresentano il 30% dei costi, rimangono al di sopra del livello pre-pandemia, ma circa la metà del picco di un anno fa.

Neos Malpensa
“La IATA prevede che quest’anno il comparto raggiunga un utile netto di 9,8 miliardi di dollari, dopo una significativa perdita netta di quasi 140 miliardi di dollari nel 2020. Il fattore che continua a ostacolare la mobilità aerea è la capacità limitata di produzione di nuovi velivoli. Attualmente c’è un ritardo di 6 mesi nelle consegne, per il quale i produttori di aerei incolpano i fornitori. Per le compagnie aeree ciò implica da un lato una mancata modernizzazione della propria flotta e dell’altro il mancato incremento dell’offerta di nuovi posti a sedere; ciò si traduce anche in un costante aumento delle tariffe” ha dichiarato Maria Latorre, sector advisor di Allianz Trade.

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