Al ‘Torno’ di Castano un incontro per mostrare le rarità manzoniane

Un confronto appassionato col Dottor Bollini Marcora, esperto di finanze e investimenti ma appassionato conservatore della Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio, cui dedica molto del suo tempo libero,

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Nella mattinata dilunedì 18, presso l’Aula Magna del “Torno” di Castano Primo, gli studenti hanno incontrato il Direttore dell’antica e prestigiosa Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio, con cui l’Istituto da alcuni anni collabora alla realizzazione del Progetto “Leggere il passato per scrivere il futuro”, promosso e coordinato dalla Professoressa Laura Fusaro con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare parte del patrimonio archivistico ivi conservato e, al tempo stesso, ampliarne la fruibilità da parte del pubblico.

Mentre l’anno manzoniano volge al termine, a conclusione delle attività che ogni singola classe ha svolto per celebrare il 150° anniversario dalla scomparsa del grande scrittore, il Dottor Salvatore Bollini Marcora, in via del tutto eccezionale, ha portato in visione due vere e proprie chicche letterarie: le edizioni “ventisettana” (in tre volumi) e “quarantana” del capolavoro, quelle uscite dalla penna del Manzoni prima e dopo aver “sciacquato i panni in Arno”.

Il Dottor Bollini Marcora, esperto di finanze e investimenti ma appassionato conservatore della Biblioteca Capitolare, cui dedica molto del suo tempo libero, ha esordito presentando il capolavoro manzoniano da una prospettiva non consueta: descrivendolo cioè anzitutto come un romanzo che ha molto a che fare con l’economia, sia per alcune delle vicende narrate, prima fra tutte l’assalto ai forni di Milano, causato dal forte aumento dei prezzi del pane che aveva ridotto alla fame la popolazione, sia per la scelta del Manzoni di pubblicare in proprio l’edizione definitiva del romanzo, così da evitare ristampe abusive che avevano preso di mira la sua opera fin dalla prima uscita nel 1827.

Molte le curiosità svelate intorno alle rare “ottocentine” mostrate agli studenti: dal tipo differente di carta impiegata per le due edizioni, alle effettive date di stampa dei tre volumi che ci ostiniamo a titolare Ventisettana (i primi due vennero pubblicati, in realtà, nel 1924 e nel 1925), alla tiratura di 10.000 copie della Quarantana, alla decisione di smaltire le copie rimaste invendute (oltre la metà, a causa del costo elevato), destinandole in omaggio agli alunni delle scuole elementari di Milano, al rapporto di stretta collaborazione intessuto dall’autore con Francesco Gonin, giovane e promettente pittore torinese cui, a partire dal 1939, Manzoni affida l’incarico di illustrare molte delle scene del romanzo.

A riassumere per sommi capi la complessa storia redazionale de “I Promessi Sposi”, a partire dalla “prima minuta” ancor priva di titolo, e l’accurata opera di revisione linguistica effettuata dal Manzoni sulla prima edizione, nel tentativo di trovare una lingua nuova, viva e vera, come lui stesso ebbe a definirla, ossia capace di stabilire una buona comunicazione fra autore e lettori, ha provveduto la Professoressa Fusaro, docente di Italiano e Storia del “Torno”.

L’incontro, breve ma intenso, si è svolto in un’aula magna gremita di alunni di classi diverse e di diversi indirizzi che, al termine della relazione, hanno avuto il privilegio di osservare da vicino i preziosi volumi, sfogliandone le pagine e fotografandone alcuni particolari.

■ Prima Pagina

Ultim'ora

Pubblicità

Ultim'ora nazionali

Pubblicità

contenuti dei partner