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Al ‘Beccaria’ di Milano situazione esplosiva: “Oltre cinque agenti feriti, tre gravi. Servono tutele immediate e strumenti adeguati”

Greco (SAPPE): "È necessario un intervento urgente da parte dell'Amministrazione e del Governo volto a garantire maggiori tutele, il potenziamento degli organici e l'introduzione di strumenti idonei a prevenire il ripetersi di simili aggressioni".

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Grave episodio di violenza nella serata di ieri presso l’Istituto Penale per i Minorenni Cesare Beccaria, dove un detenuto si è reso protagonista di una violenta aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.

Secondo le prime ricostruzioni, il detenuto – per motivi ritenuti futili – mentre rientrava dall’area ha improvvisamente assunto un comportamento aggressivo, scagliandosi contro gli agenti in servizio.

Il bilancio è pesante: oltre cinque poliziotti risultano feriti, di cui tre in condizioni gravi. Tra le lesioni riportate si segnalano un dito fratturato, un trauma al polso con prognosi ancora in fase di accertamento e ferite alle costole. Gli agenti coinvolti sono stati immediatamente soccorsi e affidati alle cure del personale sanitario.

“Si tratta dell’ennesimo, gravissimo episodio che conferma quanto sia ormai insostenibile la situazione operativa all’interno degli istituti penitenziari minorili”, dichiara Alfonso Greco, segretario nazionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“Il personale è quotidianamente esposto a rischi altissimi per la propria incolumità, spesso in condizioni di carenza di organico e con strumenti inadeguati a fronteggiare situazioni di emergenza”.

L’episodio riaccende con forza l’attenzione sulle condizioni di lavoro negli istituti penitenziari e sulla crescente esposizione del personale a episodi di violenza.

“È necessario – prosegue Greco – un intervento urgente da parte dell’Amministrazione e del Governo volto a garantire maggiori tutele, il potenziamento degli organici e l’introduzione di strumenti idonei a prevenire il ripetersi di simili aggressioni”.

Sull’accaduto interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che esprime “solidarietà ai poliziotti contusi e profonda preoccupazione per questa inaccettabile spirale di crescente violenza nelle carceri per adulti e minori”.

Capece auspica che “quanto prima la Polizia Penitenziaria possa dotarsi dello spray al peperoncino, attualmente in fase di sperimentazione. Si tratta di uno strumento non violento, utile per gestire persone non collaborative, spesso in stato di alterazione o in condizioni pericolose, come frequentemente accade in carcere: uno strumento utile prima ancora che necessario per garantire sicurezza agli operatori e agli stessi detenuti”.

Il SAPPE ribadisce infine la necessità di interventi strutturali e immediati per ristabilire condizioni di sicurezza adeguate negli istituti penitenziari, a tutela del personale e dell’intera collettività.

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