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Addio a Vittorio Messori, il cronista della fede

Il cordoglio del Presidente della Camera

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La morte di Vittorio Messori, avvenuta il 3 aprile – Venerdi’ Santo – sembra
racchiudere in se’ un simbolo potente, quasi una sintesi della
sua intera esistenza: quella di un uomo che ha dedicato la vita
a raccontare, indagare e difendere il mistero cristiano con gli
strumenti del giornalismo. Aveva 84 anni ed e’ morto nella sua
casa di Desenzano del Garda, dopo una lunga malattia: fatale un
attacco cardiaco, nonostante convivesse da anni con un
pacemaker.

Messori non e’ stato soltanto uno scrittore di successo, ma una
figura unica nel panorama culturale italiano: un “cronista della
fede”, capace di applicare il metodo dell’inchiesta – fatto di
documentazione, verifica e rigore – alle domande piu’ profonde
del cristianesimo. Il suo libro piu’ celebre, “Ipotesi su
Gesu'”, pubblicato nel 1976, e’ diventato un vero best seller
internazionale (oltre un milione di copie vendute in Italia),
tradotto in 20 lingue e capace di riportare il dibattito su
Cristo al centro della cultura contemporanea. In quelle pagine,
Messori affrontava la figura di Gesu’ non con devozione
sentimentale, ma con l’approccio critico del giornalista,
giungendo a una conclusione netta: la fede puo’ essere anche
ragionevole.

Ugualmente importante e di successo il successivo suo libro
“Ipotesi su Maria”. La sua carriera e’ stata segnata da incontri
straordinari. Fu infatti il primo laico a intervistare un Papa,
Giovanni Paolo II, dando vita al libro-intervista “Varcare la
soglia della speranza”. Ma gia’ prima aveva dialogato a lungo
con il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto dell’ex
Sant’Uffizio, nel celebre “Rapporto sulla fede”. Due opere che
hanno segnato un’epoca e contribuito a definire un nuovo modo di
comunicare il pensiero della Chiesa.

Accanto al rigore intellettuale, la vita di Messori e’
attraversata da episodi che sembrano sfiorare il mistero, a
partire da una misteriosa telefonata ricevuta da ragazzo e che
dopo aver fatto tante congetture fini’ per attribuire
all’aldila’.

IL CORDOGLIO DI ATTILIO FONTANA

“Addio a Vittorio Messori, autore cattolico appassionato e competente, capace di raccontare i fatti della fede con grande profondità. Messori ha applicato il
metodo e il rigore giornalistico all’indagine sul Mistero,
andando alle radici della storia e del desiderio umano di Dio.
Dalle sue parole, e dai suoi indimenticabili dialoghi con figure
straordinarie come San Giovanni Paolo II e l’ allora cardinale
Joseph Ratzinger, ho imparato molto. Gli sono grato per il suo
lavoro. Ai familiari rivolgo le mie più sentite condoglianze.

Una preghiera per lui in questo Sabato Santo e un pensiero a
quanti, lavorando al suo fianco, ne hanno apprezzato le qualità
umane e professionali”.

Lo afferma in una nota il Presidente della Camera, Lorenzo
Fontana.

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