Ieri mattina, i cuori nerazzurri si sono svegliati dopo l’entusiasmante 6 a 2 rifilato al Pisa in rimonta, con una brutta notizia. Di quelle che non ti aspetti, che ti arriva tra capo e collo, ma che soprattutto ti porta via un pezzo della tua infanzia.
I primi ricordi, quelli che restano ancora oggi più nitidi e che ti rammentano ogni giorno perché hai scelto questi colori e perché la fede nerazzurra ti accompagnerà finché morte …. non ci separi.
‘Nazza’ Nazzareno Canuti se n’è andato all’improvviso a 70 anni per un tumore che non gli ha lasciato scampo, era un ragazzo del ’56, li aveva appena compiuti lo scorso 15 gennaio.
Lui è stato un difensore di valore, ma soprattutto è stato un’icona di un calcio che non esiste più. Di un mondo pallonaro – lo ammettiamo in questo siamo molto ‘vintage’ e molto nostalgici – che ci ha fatto innamorare ma che soprattutto non tornerà.
Lui che aveva militato nell’Inter del mitico ‘sergente di ferro’ Eugenio Bersellini, dal ’75 al 1982, è stato uno dei tasselli fondamentali dell’Inter del dodicesimo scudetto. Ossia, l’ultimo vinto in serie A da una squadra completamente italiana.
Era l’epoca, infatti, della chiusura delle frontiere che poi riaprirono nel campionato 80-81, prima con un solo straniero – l’Inter acquistò Herbert Prohaska ribattezzato da Giovanni Brera fu Carlo ‘Lumachina’ – e poi via a via – dopo la sentenza Bosman – fino allo sbraco attuale, dove l’italianità in campo è diventata un’eccezione.
Canuti con la maglia dell’Inter insieme ad altri veri simboli di quel football come Ivano Bordon, Graziano Bini, Lele Oriali, Pinna d’oro ‘Malik’ Marini, Evaristo per tutti solo il ‘Becca’, Spillo Altobelli, Carletto Muraro… vinse un Tricolore, 2 coppe Italia, e la prima edizione del Mundialito per Clubs, geniale intuizione di quel grande imprenditore e uomo di sport, che fu Silvio Berlusconi, un torneo che nella seconda metà degli anni ’80 andò in soffitta, anche questa una avvisaglia che il mondo del calcio stava per cambiare. Per la cronaca Canuti, nella stagione 82/83, all’interno di uno scambio di giocatori – all’Inter arrivò Fulvio Collovati – si accasò, suo malgrado, al Milan e aiutò i cugini che militavano in Serie B a ritornare in A. Ciò detto, il ‘Nazza’ si professò sempre e solo un cuore nerazzurro.
La morte di Canuti ci porta anche indietro a quando si giocava con le maglie in flanella, ma maglie che erano semplicemente nerazzurre – non come adesso che governa il business, l’altra sera l’Inter ha indossato la quarta maglia, in onore alle ormai prossime Olimpiadi invernali di Milano Cortina, una roba che era più simile ad una t-shirt estiva che ad una divisa da calcio. Ma vabbè poi le si vendono a 150 euro a botta e ci sono i ‘fessi’ turisti stranieri, che manco conoscono la storia del club e si portano via il cadeau… contenti loro – le prime ancora senza sponsor e poi ecco quelle per noi ‘nostalgici’ ragazzi degli anni ’70 con lo sponsor tecnico della Mec Sport e quello commerciale della Inno Hit…storico marchio dell’elettronica.
E anche qui respiravi l’aria del derby l’Inter con l’Inno Hit e il Milan, quelli dell’altra parte del Naviglio, con l’Hitachi (altra azienda giapponese leader nel settore elettrodomestici TV e affini) sulle maglie, in quegli anni bui tra toto nero, calcio scommesse e retrocessioni a gratis sul campo, come amava ricordare, con una battuta tagliente delle sue, il grande ed indimenticato Avvocato Peppino Prisco.
“Nazza” Canuti era particolarmente legato al nostro territorio e alla vita dei suoi Inter club. In particolare, come mostriamo nella foto in evidenza, il ‘Nazza’ aveva partecipato qualche anno fa (2018) all’emozionante premiazione sul terreno del ‘Meazza’ per i primi 40 anni di attività dell’Inter club Magenta Nerazzurra Kalle Rummenigge 1978 (*nella foto Canuti è insieme allo storico Presidente Luciano Cucco e al figlio Andreas).
E sempre Canuti, 5 anni fa a Robecco sul Naviglio, era intervenuto insieme ad altri ex calciatori dell’Inter alla festa per i 45 anni dell’Inter club Magenta e alla contestuale presentazione del consueto Memorial “Enrico Cucchi”, che tagliava il suo primo quarto di secolo di vita quanto ad edizioni disputate (*vedi la bella foto pubblicata sul suo profilo e da noi ripresa di Gian Passoni, memoria storica nonché pilastro dell’Inter club Abbiategrasso Nerazzurra capitanato dal sempre presente Andrea Garigiola).
Numerose in questi giorni, le dimostrazioni di vicinanza alla famiglia da parte del nostro territorio.
L’ultimo saluto al caro amico ‘Nazza’ sarà domani, lunedì 26 gennaio, alle ore 16, presso la chiesa di Sant’ Ambrogio in pizza Gramsci a Cinisello Balsamo, città dove viveva.
Ciao ‘Nazza’ saluta Mister Bersellini, il Presidente Ivanoe Fraizzoli e Lady Renata !
F.V.




















