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+Abbiategrasso/elezioni: centrosinistra forte nel ‘Metaverso’ ma debole in città, gli oppositori di Nai annaspano

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Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

 
ABBIATEGRASSO – Bisognerebbe citofonare agli oppositori dell’attuale giunta di centrodestra per dar loro una sveglia.  Avvisandoli che si vota quest’anno, 2022, entro la fine di maggio o l’inizio di giugno.
Il panorama, quando si avvicina la fine di febbraio e mancano poco pià di 3 mesi alla scadenza elettorale, appare desolante: la candidatura ventilata di Andrea Gillerio, numero 1 del Pd, sembra non scaldare i cuori né incitare i suppoter.

Attorno al Pd si muovono (pare) i 5 Stelle, La Città di Andrea Sfondrini e Adriano Matarazzo ( i primi a partire, quasi 4 mesi fa, poi però ricaduti in silenzio), mentre latitano i post finiguerriani, ossia Cambiamo Abbiategrasso, da cui fino ad oggi promana un assoluto silenzio (nessun comunicato, nessuna presa di posizione ufficiale).

Le opposizioni a Nai, al momento, sarebbero tre: la lista Tarantola, ad oggi l’unica in campo; Pd e centrosinistra, in perenne ricerca barra attesa di un Godot (Alberto Fossati?) ma ancora incapace di scegliere e dare un orizzonte certo alla contesa politica; Cambiamo Abbiategrasso e cespugli di vario conio, come Abbiategrasso Attiva che ha detto NO ad un’alleanza col Pd, che sarebbero in cerca di un candidato (pure loro…) ma che di fatto vedono cadere la terra sotto i piedi ogni giorno che passa, con un’attesa che si sta facendo snervante (e sfibrante per chi ambisce a costruire un’alternativa al centrodestra). Giovanni Maiorana si sta distinguendo per attivismo e spirito d’opposizione, ma cosa possa derivare (e dove possa approdare) questo suo attivismo non è dato sapere.

Al momento, come accaduto spesso in questi anni, l’opposizione a Cesare Nai si fa soprattutto su Facebook e sui social media. 

Non è una novità, dal momento che lo stesso sindaco- settimana scorsa- ci ha ricordato sorridendo che “se nel 2017 avessi dato retta ai social, avrei preso il 20% al ballottaggio”. Tutti sanno che non fu così.

La situazione attuale, che è un malus anche per il centrodestra (che sta rimandando sempre di più la presentazione di liste, partiti e candidati), deriva da un’evidente carenza: la mancata progettualità, l’assenza di un progetto reale ed alternativo, politico e culturale, alla maggioranza in carica. 

L’opposizione insomma è forte sui social, dove i teorici da tastiera possono sbizzarrirsi, ma molto più debole dove in effetti conta.

Colpa di molteplici fattori: dell’assenza di leadership reali, della mancata costruzione di leadership, di NON ricambio delle èlite politiche nei partiti, di errato affidamento sull’idea che l’opposizione a un centro commerciale per ora remoto (e di certo non prossimo nei tempi di costruzione) fosse sufficiente a costruire un fronte compatto (ma chi lo sa come la pensano davvero gli abbiatensi sul tema: se lo sarà chiesto qualcuno?).

La politica è fiacca ovunque e duramente provata dal post Covid, non soltanto ad Abbiategrasso. Il problema è la sempre più manifesta assenza di un dibattito e di una capacità di elaborazione del pensiero a sinistra, in una città che per almeno due decenni ha proposto figure di spicco, e d’indubbia autorevolezza, che oggi sono soltanto pallidi ricordi.

Un’opposizione- politica, culturale e ideale- che ormai ad Abbiategrasso rimane confinata al Metaverso. Ossia, lontana dalla realtà quotidiana.

Fab. Pro.

 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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