ABBIATEGRASSO – La caccia è emozione, abilità, conoscenza, sacrificio. Immolare il nostro istinto da tiratori sull’altare del rispetto del selvatico è un grande sacrificio, ma è anche ciò che distingue il cacciatore dall’assassino.
Abbiamo trovato questo scampolo di coraggiosa verità in quel pozzo senza fondo che è il web. E siccome c’è piaciuto particolarmente, l’abbiamo voluto scegliere come incipit (ouverture, attacco, inizio..fate vobis) di questo pezzo dedicato ai primi 80 anni di un gereroso, gioviale, appassionato cittadino di Abbiategrasso, o per dirla al modo dell’amico scrittore e poeta Luis Balocch, ‘biegrassin’: Emilio Carrera.
Il sciur Emilio, o sciur Carrera fate vobis, taglia questo prestigioso traguardo proprio oggi, festeggiato riverito e omaggiato dalla sua famiglia allargata: la moglie Silvana, le figlie Silvia ed Elisa, i 5 amatissimi nipoti, e soprattutto le persone che ci hanno ‘imbeccato’ e consentito di ricordare questo importante genetliaco. I suoi sodali e amici di caccia, riuniti nella Fidc da Biegrass.
Che vantano una storia quasi settantennale: la sezione abbiatense fu difatti fondata nel lontano 1954, con sede associativa presso il Bar-Ristorante Moretto. Nel 1980 la sede sociale si trasferiva in piazza 5 giornate, successivamente nel 1987 il nuovo trasferimento nella sede di via curioni.
Nel 2004 iniziavano i lavori per la costruzione della nuova sede sociale: al 2005 risale il tanto atteso momento dell’insediamento nella nuova sede in via Sottocorno 2.
Emilio Carrera (a destra nella foto)
Eccolo qui, ‘il’ Carrera, per dirla alla manzoniana e alla lombarda, assiso sul trono-podio a fianco del suo ‘acerrimo’ nemico-amico Pierluigi Perini, a capo della gloriosa Perini Pierluigi vendita di acque e vini, Biegrass (insuma, un autentico ‘gasusat’). Una vita dietro il bancone, quelle dell’Emilio, che prima di scoprire la passione per doppietta e battute di caccia è stato assiso per decenni dietro il bancone del Bar Centrale (e del ‘primigenio’ bar Castello) e nella gestione dell’Albergo Italia. E chi sta dietro un bancone conosce dell’uomo, e delle sue grandezze o delle sue miserie, molto più di chiunque altro.
E questi cacciatori, compagnoni, appassionati, gigioni, buontemponi, che una vulgata moderna sempre più ostinatamente pervicace e vede e vuole farci vedere come diffusori di odio, e che invece vivono di passione e amore, per la natura, la terra meravigliosa ricevuta in dono (di cui spesso sono i primi custodi, molto più dell’ambientalismo moderno e a la page dei periurbani che vorrebbero insegnare a un cacciatore o un contadino come si preserva un bosco, loro che spesso e volentieri vengono da casermoni anonimi e grigi).
Il Carrera, come tutti i cacciatori de Bià, e ovviamente non solo loro, ha quella funzione sociale taciuta e sottaciuta di tener vivo un sentimento, uno stato dell’animo umano enormemente prezioso, specie dopo che da 1 anno questo maledetto virus ci ha impedito di viverlo fino in fondo: il cameratismo guascone, la complicità dei sorrisi e dei canti, essenziali per vivere appieno una vita
sogghignando al pensiero di quegli uomini
senza canti e senza suoni, senza donne e senza vino,
come scrisse il mai troppo compianto Giacomo Bologna da Rocchetta Tanaro.
E allora l’Emilio e quelli come lui ci riportano al coraggio di un giornalista e scrittore che da anni, in pressoché beata solitudine, difende la caccia e i cacciatori: Camillo Langone.
Una parte di questo sangue lo addebito agli anti-caccia, dalla donna urbana che chiama Bambi il cervo giovane, confondendo la natura con un cartone animato, al filosofo anticapitalista e antispecista Leonardo Caffo, autore di “Vegan”, manifesto dedicato agli “attivisti per la liberazione animale”. Caffo insegna al Politecnico di Torino ed è diventato antiumano dopo un seminario universitario: si verifichino le falle nelle recinzioni autostradali ma subito dopo anche le falle negli insegnamenti statali.
E allora in alto i calici per l’Emilio, anche se (solo per l’occasione..) perdoniamo bonariamente il suo amico e sodale di caccia, ossia al nostar amis dottore commercialista e revisore dei conti Cislaghi Alessandro, alla lombarda ‘Lisander’, che ci ha mandato una foto cunt al Prosecco. Da lombardo mezzosangue piemontese, quando sarò ammesso al desco con l’Emilio e i cacciatori de Bià esigerò di pasteggiare con un sommo salame, un Franciacorta e un Alta Langa. In numero generoso di bottiglie..
In alto i cuori per i tuoi 80 anni, Emilio!
Fabrizio Provera


