sulla bagarre fatta scoppiare da ANPI e compagnia rispetto all’iniziativa messa in agenda per commemorare l’80 esimo anniversario della Battaglia di El Alamein, fossero più o meno gli stessi riportati nel pezzo a firma di Matteo Carnieletto de “Il Giornale” che ha dovuto, gioco forza, occuparsi di questa “bagarre”.

Se volessimo fermarci qui potremmo dire: ciò che conta è che se ne parli. Ma soprattutto quanta pubblicità gratuita per l’evento che SI NOTI BENE ha tra i suoi promotori non solo i tanto demonizzati ‘Parà’ della Folgore, ma anche l’associazione nazionale Bersaglieri , nonché quella dei Carristi. Evidentemente l’ANPI (che in teoria non dovrebbe essere patrimonio solo di una parte della politica italiana e di quella cultura che gli sta appresso), sta perdendo sempre più la bussola, assieme alla Sinistra italiana, dopo la vittoria del centrodestra e di Giorgia Meloni alle elezioni democraticamente svoltesi nel nostro Paese lo scorso 26 settembre.
Ormai – ci diceva ancora questo nostro lettore e non possiamo che convenire con lui – è una corsa continua alla ricerca del ‘mostro’. E allora avanti con problemi e fantasmi che vedono solo questi Signori ormai fuori dal mondo e lontani dalla società reale.
E’ reato di lesa Maestà parlare di Sovranità Alimentare roba che in Francia – dove non governa la “destra da Medio Evo” c’è da un pezzo (VEDI FOTO SOTTO) – o ancora parlare di Natalità……

In questo discorso che dal nazionale arriva sino alla “città del Leone” la caccia alle streghe prosegue. Peccato che errare è un umano, perseverare è diabolico…. Così non sono bastati gli anatemi quotidiani di Enrico Letta e della Sinistra – i miglior sponsor quotidiani per la Meloni – a far rinsavire una parte della Opposizione italiana (poi per fortuna c’è anche gente come Carlo Calenda e Matteo Renzi, che parlano di cose concrete, accettano il confronto democratico e soprattutto il verdetto dell’urna). Macché avanti così. E allora anche una manifestazione con tanto di approfondimento culturale, in programma in una città delle provincia di Milano finisce per arrivare sulla cronaca nazionale….. Che autogol ragazzi, ma di questi tempi, proprio, non ne imbroccate una neanche per sbaglio…
Qui sotto vi proponiamo l’articolo integrale del collega de Il Giornale. Buona lettura
F.V.
Gli eredi dei partigiani se la prendono con un convegno sulla battaglia di El Alamein. Ma dimenticano la lezione di Ciampi e Napolitano

Del resto, le stesse parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 25 ottobre del 2008, mi avevano tranquillizzato: “Furono combattimenti – qui attorno ad El Alamein – tra i più duri e tormentati della Seconda guerra mondiale, in un continuo alternarsi delle sorti tra gli opposti schieramenti. E il nostro rispetto, la nostra riconoscenza sono tanto più grandi quanto più ricordiamo, sforzandoci di ripercorrerle, le condizioni in cui i combattenti furono chiamati a operare, le sofferenze e i sacrifici che essi doverono affrontare, fino al rischio estremo e quotidiano della vita. Rendiamo dunque omaggio alle alte virtù morali e alle straordinarie doti di coraggio di cui decine e decine di migliaia di uomini diedero qui incontestabile prova. Tutti furono guidati dal sentimento nazionale e dall’amor di patria, per diverse e non comparabili che fossero le ragioni invocate dai governi che si contrapponevano su tutti i fronti del Secondo conflitto mondiale”.

Che, tradotto, significa: poco importa che il Duce, Benito Mussolini, avesse mandato quei ragazzi a farsi massacrare dal piombo degli inglesi, dalle mosche e dall’artiglieria in quella tormentata fetta di terra africana. Quello che conta è come quei soldati si comportarono: con onore. Poco più avanti, dopo aver giustamente bacchettato fascismo e nazismo, Napolitano ricorda Paolo Caccia Dominioni che, al termine del conflitto si mise a cercare le salme dei caduti sia dell’una sia dell’altra parte. Prima però combattè come partigiano contro i tedeschi. Ma non solo. L’alpino disegnò le raffigurazioni per un libro – I ragazzi della Folgore – scritto dal colonnello Alberto Bechi Luserna, straordinaria figuria di ufficiale ammazzato, il 10 settembre 1943, da alcuni paracadutisti che volevano combattere al fianco dei nazisti. Due esempi, ma se ne potrebbero fare molti altri, che dimostrano che chi combattè ad El Alamein aveva idee e valori diversi rispetto a chi aveva voluto quella guerra.

Anche il presidente Carlo Azeglio Ciampi, nel 2002, usò parole chiare e commoventi per ricordare questa battaglia: “Qui a El Alamein, ogni duna, ogni metro di deserto furono aspramente contesi. Vicino a noi, un’altura che a malapena si nota, quota 33, divenne una montagna conquistata, difesa, vinta e persa. Vi combatteste con eroismo, con l’onore delle armi. Tra i memoriali, al km. 111, una lapide italiana ricorda ‘mancò la fortuna, non il valore’. A nessuno mancò il valore. In migliaia caddero in quelle tre battaglie. Tanti compagni d’armi, tanti amici della mia gioventù non sono tornati. Oggi siamo qui, fraternamente uniti, a rendere onore a tutti i caduti di El Alamein: con commozione, con animo riconoscente”.
https://www.ilgiornale.it/news/cronache/anpi-el-alamein-2078622.html



















