A Bià con Terra Insubre un convegno sul futuro della lingua lombarda

La tavola rotonda sabato 6 aprile presso il Salone del Castello Visconteo con esperti e studiosi della lingua dei nostri Avi. Un patrimonio da salvaguardare

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Il convegno nasce con l’intento di offrire un giornata di aggiornamento e confronto sul tema della promozione e tutela della lingua lombarda, un idioma in veloce regressione verso un uso sempre più minoritario, a discapito della ricchezza e della diversità culturale non solo della Regione omonima, ma di territori ancora più vasti.

La lingua lombarda è una lingua gallo-romanza parlata principalmente in Lombardia, ma anche in Canton Ticino in Svizzera e nella porzione orientale della Regione Piemonte.

Come ogni altra lingua, presenta diverse varianti dialettali a seconda delle zone geografiche, ma condivide alcune caratteristiche comuni che la distinguono dalle altre parlate dello stesso ramo linguistico, che va dall’Adriatico all’Atlantico. Peculiare è la tradizione letteraria, incentrata sul Milanese.

Negli ultimi decenni si è assistito a momenti alterni di interesse per la promozione e la valorizzazione della lingua lombarda, pur una diversità di fini spesso eterogenei (lo studio, la diffusione, la preservazione, l’aspetto legislativo e istituzionale). Durante il convegno, i maggiori esperti del tema si incontreranno per rispondere alle urgenti tematiche che riguardano la diffusione attuale della lingua, il suo posizionamento sociale, le sfide che deve affrontare nel contesto contemporaneo e le possibili strategie per favorirne la promozione e la diffusione.

Al contempo, è obiettivo del convegno sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della tutela delle lingue minoritarie, promuovere un dialogo onesto e costruttivo tra esperti, studiosi e istituzioni di ogni livello, così da individuare ambiti di azione concrete.

L’iniziativa è aperta al pubblico e si rivolge a locutori, curiosi, studiosi, docenti, studenti, appassionati di linguistica, operatori culturali, rappresentanti delle istituzioni, e a tutti coloro che sono interessati alla salvaguardia del patrimonio culturale e linguistico dell’area alpino-padana.

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