Riaffermare la questione settentrionale “come pilastro irrinunciabile di un progetto
politico nazionale basato sull’attenzione alla specificità di ogni territorio”, la “piena attuazione” dell’autonomia e del federalismo fiscale, l’eliminazione dei limiti ai mandati consecutivi per tutte le cariche elettive territoriali e l’istituzione delle Zes nelle aree produttive del Nord.
Sono gli impegni che chiede una mozione che sarà presentata al congresso federale straordinario della Lega previsto nel weekend a Milano. Il primo firmatario del documento è il capogruppo alla Camera
Riccardo Molinari.
La mozione è stata sottoscritta anche dai governatori del Nord – Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Alberto Stefani e l’ex presidente del Veneto Luca Zaia – e dai segretari regionali del Nord, come Massimiliano Romeo, Diego Binelli, Edoardo Rixi, Marco Dreosto, Andrea Tomaello e Matteo Rancan.
Tra le varie firme, anche quelle di parlamentari come Stefano Candiani, Jacopo Morrone,
Andrea Crippa, Andrea Barabotti e Riccardo Marchetti, oltre a quelle del sindaco di Novara Alessandro Canelli, dell’assessore lombardo Alessandro Fermi e dei consiglieri lombardi Giovanni
Malanchini, Davide Caparini ed Emanuele Monti.
Nelle premesse, viene sottolineato che la Lega “nasce dal coraggio di donne e uomini che hanno deciso di dare voce ai territori del Nord” e anche se il Carroccio negli anni “ha assunto importanti responsabilità nel governo nazionale” questo “non deve tuttavia farci dimenticare le ragioni profonde della nostra nascita e il legame indissolubile con i territori che
hanno dato vita al nostro movimento”.
Perché, si legge nel documento, “la questione settentrionale è ancora attuale, il federalismo resta una battaglia incompiuta e il Nord continua a chiedere libertà, autonomia, rispetto e la possibilità di
competere ad armi pari con le regioni più avanzate d’Europa”.
Riaffermare queste ragioni “non significa contrapporre il Nord al resto del Paese, ma riconoscere che un’Italia più forte si costruisce valorizzando le differenze, le capacità e le responsabilità dei suoi territori”.
*Nella foto il Presidente Attilio Fontana insieme al suo predecessore, il compianto Roberto Bobo Maroni. La Lega vuole ritrovare lo spirito delle origini













